Estremisti di destra: presenza scomoda nell’esercito
Le file dell'esercito elvetico nasconderebbero numerosi estremisti di destra. A sollevare il tema scottante è uno studio dell'Università di Losanna, i cui risultati sono stati pubblicati domenica dal settimanale svizzero tedesco «SonntagsBlick». Questa situazione tuttavia dovrebbe presto mutare, poiché il Dipartimento federale della difesa (DDPS) è intenzionato a liberarsi dalle scomode presenze.
Lo studio, condotto da Henriette Haas, professoressa di criminologia all’Università di Losanna, si basa essenzialmente sull’accurata analisi di 21.314 questionari riempiti nel 1997 dalle reclute. Dai formulari, compilati anonimamente, emerge che nelle truppe elvetiche vi sono 300 estremisti di destra, che traggono «personale» profitto dagli insegnamenti impartiti, in particolare quelli di tiro, lotta corpo a corpo e lancio delle granate.
Tra i militi svizzeri vi sarebbero anche 341 delinquenti, 61 piromani recidivi e 30 violenti con gravi disturbi psichici. Ogni anno il Dipartimento si trova inoltre a dover valutare circa 400 casi di condanne penali nei confronti di membri dell’esercito: solo150 di essi portano all’espulsione dalle truppe. Non è stato prossibile raggiungere Henriette Haas per ottenere una conferma delle cifre riportate dal domenicale svizzero tedesco.
Il portavoce del DDPS Oswald Sigg ha indicato di non essere a conoscenza di questo studio in particolare. La presenza degli estremisti di destra preoccupa comunque il consigliere federale Samuel Schmid ed i vertici del dipartimento, che hanno elaborato otto misure per far fronte al problema. «Il fenomeno riguarda in particolare estremisti di destra: quelli di sinistra hanno un ruolo decisamente meno importante all’interno dell’esercito», ha indicato Sigg confermando quanto pubblicato dal «SonntagsBlick».
I criteri da adottare per l’esclusione sono ancora allo studio, ha aggiunto. La loro formulazione è tutt’altro che facile e richiede un certo tempo, anche perché dovrà essere ancorata alla legge. Un gruppo di lavoro del DDPS sta esaminando i provvedimenti proposti e sta valutando quali modifiche legislative dovranno essere apportate.
In attesa di queste misure l’esercito non resta certo con le mani in mano. Già adesso vi è un ampio scambio di informazioni che permette di agire con rapidità, sono inoltre in corso anche presso il DDPS ricerche scientifiche sulla base dei questionari riempiti dalle reclute, ha concluso Sigg.
swissinfo e agenzie
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