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Expo.02: Adolf Ogi vuole una posizione più centrale per l’esercito

Nella foto d'archivio un ponte che collega la terra ferma con un'arteplage di Expo.02 costruito dai soldati Keystone

Ultimatum del presidente della Confederazione Adolf Ogi a Expo.02: il padiglione dell'esercito a Morat dovrà occupare una posizione più centrale di quella prevista ora, altrimenti i militari fattureranno l'aiuto prestato dai soldati.

«Devo purtroppo constatare che l’expo capisce solo questo tipo linguaggio», afferma il capo del DDPS in un’intervista pubblicata domenica dalla «SonntagsZeitung».

Non si tratta assolutamente di un ricatto, ha precisato. Semplicemente, dopo tutto ciò che il dipartimento militare, l’esercito e la Confederazione hanno fatto per l’esposizione, questo tema deve essere affrontato.

Ogi non vuole accettare che il progetto dell’esercito sia confinato ai margini delle attrazioni principali: nella sua visita all’esposizione universale di Hannover il ministro della difesa si è infatti accorto che i padiglioni situati in posizione non centrale non vengono sufficientemente visitati.

Ogi considera inoltre eccessivi i 13 milioni di franchi richiesti dalla direzione dell’expo per l’affitto delle aree che ospiteranno i quattro progetti della Confederazione, in particolare tenendo conto di quanto Berna fornisce come finanziamenti diretti, infrastruttura e lavoro di persone interne all’amministrazione federale.

Interpellata dall’ats la direttrice generale di Expo.02 Nelly Wenger sostiene invece che per quanto riguarda la posizione dell’esercito un accordo era già stato concluso un anno fa. «È chiaro che non possiamo tornare sulle intese dopo che qualcuno torna da Hannover con nuove idee o nuove paure», ha spiegato.

In seguito alle nuove pressioni del DDPS si cercheranno alternative. Potrebbero essere proposti due terreni più vicini a Morat, peraltro meno adatti al progetto. Comunque bisognerà risarcire i proprietari, ciò che provocherà costi supplementari, afferma Wenger. E in merito ai 13 milioni della Confederazione, la direttrice generale sostiene che ormai non è più possibile rimettere in discussione il preventivo.

swissinfo e agenzie

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