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Finanziamenti federali per 200 progetti d’integrazione degli stranieri

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La Commissione federale degli stranieri (CFS) ha stanziato 7,8 milioni di franchi per sostenere 205 progetti miranti a promuovere l'integrazione degli immigrati in Svizzera. In totale nel 2001 verranno attribuiti 9,6 milioni di franchi, sul totale di 10 milioni del credito accordato dal parlamento nel dicembre 2000.

Alla commissione erano pervenute oltre 400 proposte, per un totale di 40 milioni, ha annunciato lunedì a Berna la presidente della CFS Rosemarie Simmen presentando il rapporto della commissione. Numerose richieste sono dunque state respinte, mentre altre hanno ottenuto un appoggio parziale. Il parlamento aveva approvato un credito di 10 milioni di franchi per il finanziamento di progetti di integrazione.

Sei milioni sono già stati attribuiti a progetti che puntano sulle competenze linguistiche, sul perfezionamento o sulla partecipazione alla vita sociale. La Confederazione ha inoltre accettato di sostenere i servizi regionali d’aiuto agli stranieri con 1,1 milioni di franchi; mezzo milione finisce nell’amministrazione.

Il criterio della qualità delle domande è stato preferito a quello di una ripartizione equa in funzione dei cantoni o delle etnie. Per esempio solo sei progetti sono stati accolti a Ginevra, sebbene questo cantone accolga un gran numero di stranieri. Di regola però i cantoni che ricevono più sovvenzioni sono anche quelli che si impegnano maggiormente con iniziative proprie, come per esempio Basilea Città (670’000 franchi), ha spiegato il vicepresidente della CFS Walter Schmid. Zurigo è il cantone più «foraggiato», con 47 progetti accettati per complessivi 993 000 franchi.

Posta di fronte all’alternativa fra sostenere alcuni grandi progetti o un gran numero di iniziative di medie o piccole proporzioni, la commissione ha optato per la seconda variante: secondo Schmid in tal modo sarà possibile mobilitare forze supplementari.

L’esame delle proposte ha mostrato come nel settore dell’integrazione intervengono gli attori più diversi. Le domande sono state presentate da enti pubblici e privati, svizzeri e stranieri, da professionisti e da volontari, ha sottolineato il coordinatore della promozione all’integrazione, Christof Meier.

Ma per assicurare anche in futuro il finanziamento di questi e altri progetti ci vogliono più soldi, ha detto Rosemarie Simmen. La CFS spera di poter ottenere nel 2002 un credito di 20 milioni di franchi. «L’inizio della promozione dell’integrazione è stato un successo», ha rilevato Simmen. «Ma ci troviamo ancora in fase di decollo, in una fase delicata. Diminuire la spinta adesso avrebbe conseguenze gravi».

swissinfo e agenzie

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