Giornata delle porte aperte all’ONU di Ginevra
Alcune migliaia di persone hanno visitato sabato il Palazzo della Nazioni Unite a Ginevra approfittando della giornata di porte aperte.
Lo scopo della manifestazione, che termina domenica, è di illustrare alla popolazione le molteplici attività dell’organizzazione internazionale. Per evitare incidenti è stato allestito uno speciale dispositivo di sicurezza.
Nonostante gli attentati terroristici negli Stati Uniti, l’Onu ha mantenuto in calendario la manifestazione. Oltre 70 guardie dell’Onu e 30 militi del corpo svizzero della guardia delle fortificazioni sorvegliano la zona.
Sabato sono giunti a Ginevra, oltre a molti svizzero tedeschi, anche i rappresentanti dei parlamenti e dei governi cantonali di Ticino, Berna, Glarona, Argovia, Uri, Zurigo, Basilea, Giura e Vaud.
Messaggio di Kofi Annan
«Potrete constatare, lo spero, che l’Onu lavora per voi», ha detto da New York nel messaggio di benvenuto il Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Egli ha esortato i 189 stati membri a lavorare mano nella mano. Manca solo la Svizzera nella nostra grande famiglia, gli ha fatto eco il direttore generale dell’Onu, Vladimir Petrovky.
«L’ora della decisione si avvicina», ha sottolineato, a pochi mesi dalla votazione popolare di adesione del 3 marzo, il presidente del Consiglio di Stato ginevrino, Carlo Lamprecht. «L’adesione della Svizzera non rappresenta solo un atto di solidarietà, ma risponde alla difesa dei propri interessi senza per questo intaccare i diritti democratici e per un costo sopportabile», ha ricordato Lamprecht.
L’ex presidente della Confederazione e consigliere speciale di Annan per lo sport, Adolf Ogi ha affermato che il premio Nobel per la pace conferito due settimane or sono a al segretario generale della Nazioni Unite rappresenta una nuova opportunità per l’ONU.
Sola nota dolente per gli organizzatori: un seminario organizzato dal Dipartimento federale degli affari esteri per i giornalisti svizzeri è stato annullato per mancanza di iscritti.
Gli svizzeri e l’adesione
La giornata porte aperte dell’ONU ha anche permesso di sondare l’apertura degli svizzeri alle Nazioni Unite: se si votasse oggi il 46 per cento accetterebbe l’adesione della Svizzera all’organizzazione, il 31 per cento la rifiuterebbe. Gli indecisi, a quattro mesi dalla votazione del 3 marzo, sono ancora il 18 per cento.
Tra i fautori dell’ONU i romandi sono nettamente in testa con il 55 per cento, seguiti dai ticinesi con il 46 per cento. Più tiepidi gli svizzeri tedeschi con il 43 per cento. I dati emergono da un sondaggio condotto dall’istituto Konso di Basilea per conto della televisione della Svizzera romanda TSR e presentati sabato nel telegiornale della sera.
Ticinesi e germanofoni respingono con la stessa percentuale, 34 per cento, l’adesione alle Nazioni Unite, mentre fra i romandi gli oppositori sono appena il 21 per cento.
Il 49 per cento delle 1.000 persone interrogate ritiene che l’adesione della Svizzera all’ONU non comprometterà affatto la neutralità della Confederazione mentre il 36 per cento pensa esattamente il contrario.
swissinfo e agenzie
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