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Giunti a Davos i primi contingenti incaricati della sicurezza

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I primi contingenti militari incaricati della sicurezza sono giunti lunedì a Davos, a dieci giorni dall'inizio del Forum economico. In totale è previsto l'impiego di 300 guardie delle fortificazioni, che saranno dispiegate la settimana prossima.

Rispetto allo scorso anno il contingente di sicurezza per quest’edizione 2001 è stato quadriplicato. I militari, indica lunedì la polizia grigionese, proteggeranno le infrastrutture e controlleranno l’accesso al Palazzo dei Congressi, sede della manifestazione. La spese del dispositivo di sicurezza saranno coperte nella misura dell’80 percento dalla Confederazione. L’anno scorso l’impiego dell’esercito era costato 480mila franchi.

La contestazione al Forum economico di Davos non avverrà quest’anno però soltanto nella località grigionese. La città brasiliana di Porto Alegre ospiterà nello stesso periodo il Forum Sociale Mondiale. Alla manifestazione anti-Davos parteciperà anche una delegazione di parlamentari svizzeri.

«Un’organizzazione sociale ed economica mondiale che vede un miliardo dei suoi membri vivere nell’agiatezza e cinque altri subire condizioni di vita indegne può essere considerata soltanto un insuccesso», afferma il consigliere nazionale ecologista ginevrino Patrice Mugny, per motivare la sua presenza a Porto Alegre.

Mugny ritroverà dal 25 al 30 gennaio tutti coloro che, in un modo o nell’altro, contestano la mondializzazione neo liberale. La manifestazione, un’alternativa del Sud al Forum di Davos, avrà per motto «Un altro mondo è possibile».

«Ho il profondo sentimento che la gente dei paesi poveri, la parte più toccata da questo apartheid economico, sia la più adatta a contestare tale disordine», rileva Mugny.

L’ex capo redattore del quotidiano «Courrier» è impietoso con la manifestazione grigionese: «La salute non verrà certamente da coloro che saccheggiano il mondo. Le loro riunioni annuali a Davos nella migliore delle ipotesi sono un maneggio di esseri ciechi e sordi, in quella peggiore un vero schiaffo alle loro vittime».

D’altro canto la località brasiliana non è stata scelta a caso: la città è la culla di una tendenza chiamata «budget partecipativo»: la gestione diretta da parte dei cittadini di una parte importante delle entrate fiscali. Decidono quali sono i loro bisogni e il miglior modo per soddisfarli.

Mugny si attende due risultati principali dalla riunione di Porto Alegre. Da un lato lo sviluppo di una rete mondiale dei movimenti di resistenza. Dall’altro un accordo su due o tre obiettivi prioritari che tutti i partecipanti si impegnano a difendere.

Fra gli altri, dovrebbero partecipare al Forum Sociale Mondiale l’eroe dell’indipendenza algerina Ahmed Ben Bella, l’architetto Oscar Niemayer, costruttore della capitale brasiliana, il teologo Leonardo Boff e lo scrittore José Saramago, premio Nobel della letteratura nel 1998.

È previsto che la manifestazione si riunirà ogni anno a Porto Alegre contemporaneamente al Forum di Davos. L’idea del Forum Sociale Mondiale è nata in occasione della mobilitazione contro l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) di Seattle nel novembre 1999 e contro il Fondo monetario internazionale a Washington, nell’aprile del 2000.

swissinfo e agenzie

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