Gli ufficiali svizzeri chiedono una maggiore partecipazione al dibattito su Esercito XXI
La Società svizzera degli ufficiali (SSU) appoggia la ristrutturazione, lo snellimento e la modernizzazione dell'esercito, ma vorrebbe partecipare maggiormente alle discussioni sulla riforma.
Il dibattito su Esercito XXI è ancora troppo focalizzato su questioni quantitative come gli effettivi, ha detto il presidente centrale della SSU Ulrich Siegrist, davanti ai 70 delegati e ospiti convocati a Friburgo. Ciò dà l’impressione al pubblico che la riforma sia come una ritirata, ha aggiunto Siegrist.
Alcuni pensano che la riforma dell’esercito sia una semplice cura dimagrante, altri che, secondo l’aria politica del giorno, sarà un po’ più grande o un po’ più piccola. Ma la questione del genere di servizi che l’esercito deve fornire in funzione dei pericoli, deve rimanere la preoccupazione principale.
Per un progetto così complesso, l’informazione è naturalmente la parte più difficile, secondo il presidente della SSU. Siegrist ha tuttavia messo in guardia contro gli atteggiamenti estremi.
I delegati riuniti a Friburgo si sono pronunciati anche a favore della durata invariata dell’istruzione di 300 giorni. Il tema degli effettivi invece non è stato trattato.
La SSU chiede che, durante le prossime fasi di pianificazione, abbia luogo una discussione più approfondita di quella tenuta finora sulle varianti possibili. Le decisioni prese dal Consiglio federale a fine maggio, come le riserve di effettivi e le varianti sulla durata, costituiscono, secondo la società degli ufficiali, una buona base di discussione.
In una risoluzione, i delegati hanno deciso di lottare contro l’iniziativa «risparmi nel settore militare e della difesa integrata – per più pace e posti di lavoro con un futuro» L’iniziativa vuole togliere i mezzi finanziari alla riforma dell’esercito e non tiene conto dei nuovi dati della politica della sicurezza della Svizzera, secondo la SSU.
L’assemblea ha invece rinunciato ad adottare una seconda risoluzione su Esercito XXI. Non conteneva infatti nuovi elementi rispetto alla precedente presa di posizione.
swissinfo e agenzie
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