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I cantoni rivendicano una maggiore partecipazione nelle discussioni bilaterali con l’UE

Per la Conferenza dei governi cantonali, i nuovi negoziati tra Berna e Bruxelles rischiano di erodere la sovranità dei cantoni Keystone

È questo il succo di una lettera inviata venerdì al Consiglio federale dal comitato direttore della Conferenza dei governi cantonali. Il comitato domanda di essere maggiormente consultato sui prossimi round negoziali e un incontro con la delegazione per gli affari europei dell'esecutivo.

L’esistenza della lettera, di cui dà notizia «Le Temps», è stata confermata da Peter Schonenberger, presidente della Conferenza dei governi cantonali, secondo il quale i nuovi negoziati tra Berna e Bruxelles rischiano di erodere ancora di più la sovranità dei cantoni. I cantoni temono, in particolare, che il Consiglio federale avvii nuovi negoziati senza preoccuparsi delle conseguenze sul federalismo.

Durante i negoziati sfociati nella firma dei sette accordi bilaterali, ha puntualizzato il segretario generale della conferenza dei governi cantonali André Baltensperger, «il governo, conformemente alla Costituzione, ci aveva consultati». Nulla è invece successo per quanto riguarda i prossimi negoziati.

Inoltre, i cantoni sperano che l’esecutivo non si lanci in trattative, anche per un’eventuale adesione, senza aver prima valutato le ripercussioni sulla neutralità. A questo proposito è stato promosso uno studio, i cui risultati saranno pubblicati il 23 febbraio.

La lettera del comitato è stata accolta con sorpresa, ha affermato il coordinatore dell’esecutivo per i futuri negoziati bilaterali con Bruxelles Franz von Däniken, soprattutto perché «avevamo assicurato a Peter Schonenberger la nostra disponibilità a consultare i cantoni in questa materia», ha aggiunto il diplomatico.

A suo parere bisogna tuttavia fare una distinzione tra le varie fasi dei negoziati. Ora ci troviamo ancora in una fase esplorativa. Ad ogni modo, ha puntualizzato von Däniken, anche durante questa fase i cantoni sono stati consultati in modo informale. Ne fa fede lo scambio di opinioni avvenuto tramite il gruppo di lavoro «giustizia e interni» della stessa Conferenza dei governi cantonali, in merito alle discussioni del 19 gennaio scorso con funzionari di Bruxelles circa le necessità della Confederazione nei settori dell’asilo e della cooperazione contro il crimine organizzato.

Inoltre, ha rammentato l’alto funzionario, all’interno dell’ufficio integrazione del Dipartimento federale dell’economia pubblica e degli esteri lavorano anche due rappresentanti dei cantoni. Ad ogni modo, i cantoni verranno formalmente consultati per la preparazione dei futuri mandati negoziali, «tuttavia – ha aggiunto – quel momento non è ancora arrivato».

swissinfo e agenzie

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