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I giovani e la Spagna: le priorità di Presenza Svizzera

La Svizzera non è fatta di solo cioccolato Keystone

L'organizzazione ha presentato i progetti per il 2002. Obiettivo principale: diffondere un'immagine della Svizzera con le sue qualità e le sue debolezze.

Presenza Svizzera, l’organizzazione voluta da governo e Parlamento per far conoscere la Svizzera nel mondo, attraverso progetti e iniziative di carattere economico, politico, culturale, scientifico, ha presentato venerdì i suoi progetti per l’anno venturo.

Nel 2002 Presenza Svizzera intende portare avanti i progetti a lunga scadenza, avviati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna ma – e questa è la novità – in questa serie di iniziative di ampio respiro, includerà, a partire da oggi, anche la Spagna. Ai Paesi vicini: Germania, Francia, Italia e Austria, Presenza svizzera riserverà comunque un’attenzione particolare, ci spiega Alessandro Delprete, portavoce dell’organizzazione.

L’anno prossimo Presenza Svizzera punterà inoltre maggiormente sui giovani e sui cosiddetti opinion leaders, personalità influenti che hanno un peso culturale, scientifico o sociale nel loro Paese e che verranno invitate in Svizzera per informarsi “in loco” sulla Confederazione.

Piani riveduti per gli Stati Uniti

Negli Stati Uniti, uno dei “mercati” principali di Presenza Svizzera sono previste una decina di manifestazioni che hanno lo scopo di far capire agli americani che “la Svizzera esiste anche al di là di certi clichés”, dice Alessandro Delprete, che riconosce tuttavia ai “clichés” il merito di avvicinare la gente ad un Paese. Secondo un sondaggio effettuato dall’organizzazione, la maggior parte degli americani, anche gli “opinion leaders”, non sa che “noi in Svizzera possiamo andare a votare 30 volte all’anno, sia a livello comunale, cantonale e federale”, dice Alessandro Delprete.

Proprio per quanto riguarda gli Stati Uniti, Presenza Svizzera ha però dovuto rivedere all’ultimo momento i piani a causa della situazione venutasi a creare dopo l’11 settembre. Da un lato sono sorti problemi organizzativi e pratici legati al dispositivo di sicurezza, che è stato potenziato al massimo, a causa del timore di attentati e della paura dell’antrace. D’altro canto alcuni progetti, come la scalata dell’Empire State Building, sono stati eliminati perchè sarebbero stati di cattivo gusto.

In tutti i Paesi, la priorità di Presenza Svizzera è comunque la stessa: “presentare un’immagine completa della Svizzera, con le sue forze e le sue debolezze” dice Alessandro Delprete. “Noi non intendiamo inventare una nuova politica estera della Svizzera. Facciamo parte del Dipartimento degli esteri ma non vogliamo fare delle cose che non sono in sintonia con quello che sono gli interessi del Paese”, ribadisce il portavoce di Presenza Svizzera. “La nostra strategia è chiara: allargare la rete di contatti e migliorare l’informazione sulla Svizzera”, dice Delprete.

L’ambasciatore svizzero alle Nazioni Unite Jenö Staehelin in un’intervista ha dichiarato di recente che la Svizzera, a livello internazionale, ha problemi di immagine. Alessandro Delprete, riferendo alla strage di Zugo, alla crisi della Swissair e alla tragedia al San Gottardo ritiene che questi tre drammatici fatti abbiano invece reso la Svizzera più “umana” agli occhi degli altri europei, meno “perfetta”.

Comunque, proprio in relazione all’incidente nella galleria stradale del Gottardo, Presenza Svizzera prevede di invitare gruppi di giornalisti stranieri per avvicinarli alla problematica del traffico stradale, attraverso le Alpi, nell’ottica svizzera. Una visita ai cantieri delle nuove trasversali alpine per capire che il traffico pesante sulle nostre strade, la sicurezza nelle gallerie, l’inquinamento atmosferico sono problemi che riguardano tutta l’Europa.

Elena Altenburger

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