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Democrazia diretta in Svizzera

I risultati delle votazioni nei commenti dei quotidiani

Giudizi comuni da parte dei giornali elvetici sulle votazioni di domenica swissinfo.ch

Preoccupati della sicurezza e accomunati dalla volontà di non aggiungere nuove tasse, gli svizzeri hanno votato in maniera compatta.

“Una grigia domenica per quattro iniziative popolari”. Con questo titolo la Basler Zeitung riassume i risultati delle votazioni nazionali, notando come tra tutte, quella sull’imposta dei guadagni in borsa se l’è cavata meno peggio. Sarebbe un errore comunque per la Neue Zürcher Zeitung interpretare il desiderio del popolo di non avere nuove tasse come un via libera verso una politica fiscale troppo generosa: “Gli svizzeri saranno anche contro nuove tasse, ma allo stesso tempo vogliono un bilancio della Confederazione in pareggio, come hanno segnalato con chiarezza accettando il freno all’indebitamento pubblico”.

Morte di un movimento

“Il movimento pacifista è morto”: così sentenzia l’editoriale del Tages Anzeiger dedicato al secco no delle iniziative del Gruppo per una Svizzera senza esercito. Il momento di maggior popolarità ottenuto dal gruppo pacifista fu all’indomani della caduta del muro di Berlino, ricorda il Tagi. Dal 1989 molte cose sono cambiate: “L’esercito nel frattempo si è rimpicciolito, costa di meno ed è diventato anche più umano – ed è da un po’ che non è più una vacca sacra”. Una riedizione del movimento pacifista è ciò che si augura l’editorialista del quotidiano di Zurigo. Al posto di un movimento che continua a guardare all’esercito come fosse “il nemico”, l’editorialista propone un “gruppo per una Svizzera senza astensione e apatia civica”.

Insicurezza e paura

Per il bernese Der Bund i votanti, resi insicuri dal clima del dopo 11 settembre e dalla debacle di Swissair hanno percepito le iniziative riguardanti l’esercito non come uno stimolo alla riflessione, ma addirittura come una “provocazione”. Per quanto riguarda la tassa per i guadagni in borsa : “La sinistra deve accettare una volta di più che i cittadini meno privilegiati di questo paese si lasciano guidare non tanto dai propri interessi, quanto dalla speranza che se i Grandi prosperano, ne potrebbero approfittare anche quelli che stanno sotto.

Per il Tages Anzeiger poco tempismo da parte dell’Unione sindacale Svizzera nel presentare il progetto di tassare i guadagni in borsa. “Concepita in un momento di vergognose speculazioni borsistiche è arrivata alle urne durante un periodo di ristagno”.

La Basler Zeitung fa notare, come anche altri quotidiani, che i meno scettici rispetto alla tassa sui guadagni in borsa siano stati cantoni relativamente “deboli” finanziariamente; Giura, Berna e Neuchatel. Per il resto le votazioni non hanno rivelato né Röstigraben, né contrapposizioni tra città e campagna. “Un’unità da Chiasso fino ai laghi Bodanico e Lemano”. Il quotidiano di Basilea conclude con un invito ai partiti perché non cedano al riflesso propagandistico di vedere nel risultato delle votazioni una vittoria totale: la volontà del popolo adesso bisogna anche realizzarla.

“Svizzera che vuol rassicurarsi”

Per quanto concerne i quotidiani romandi da segnalare che Le Temps definisce il risultato di queste votazioni indicativo di “una Svizzera che vuole rassicurarsi” dopo i recenti scioccanti avvenimenti nazionali ed internazionali. Nell’editoriale viene precisato come “gli avvenimenti dell’11 settembre e quelli che sono seguiti -Swissair in particolare- non potevano che rendere inopportuna questa serie di scrutini, essendo le preoccupazioni degli svizzeri manifestamente da un’altra parte”. Il quotidiano ginevrino sottolinea quindi “il fervore civico di quel 37 percento di cittadini che si sono recati alle urne per delle votazioni scontate e dopo una campagna portata avanti nell’indifferenza quasi generale”.

La Liberté dedica il proprio commento all’autogoal pacifista, sottolineando che “quello che i pacifisti non hanno capito è che mai come ora i bisogni di sicurezza sono stati così grandi”. Per il quotidiano friburghese la grande perdente di questo scrutinio è “una volta di più la sinistra”.

La soddisfazione del governo

“Tempi difficili per gli utopisti” perché “gli svizzeri hanno preferito la sicurezza alle proposte troppo avanguardiste della sinistra”. Sono questi i concetti sui quali si sviluppa l’editoriale di Le Matin, il quale precisa come nell’attuale “clima d’incertezza gli svizzeri hanno preferito giocare la carta della sicurezza”.

Le Nouvelliste pone l’accento sulla soddisfazione di “Kaspar Villiger, del Consiglio federale e del Parlamento” per il risultato delle votazioni. “La macchina democratica è proprio saggia -sottolinea nel commento il quotidiano vallesano- la si può pure consultare senza rischio. Di più riesce a trovare anche un cittadino su tre disposto a recarsi alle urne in una domenica di bel tempo per dare delle risposte ragionevoli a delle domande che lo sono molto meno”.

“La sinistra piange e la destra ride”

Concludiamo con i quotidiani della Svizzera Italiana. Il Giornale del Popolo parla di “un plebiscito per il governo”, sottolineando come “respingendo le quattro iniziative e accettando il decreto federale sul freno all’indebitamento, il popolo e tutti i cantoni hanno sostenuto la politica fiscale e militare di Consiglio federale e Parlamento.” Infine il Corriere del Ticino nel suo commento pone l’accento sulla sinistra che piange e la destra che ride, precisando che “il vero vincitore è l’esercito, che ancora una volta viene plebiscitato dal popolo con un risultato che non lascia spazio a dubbi. E anche questa volta ci si può chiedere che cosa passa per la testa di chi promuove certe iniziative, sapendo, o dovendo presumere, che la battaglia è persa in partenza”.

Buona lettura.

swissinfo

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