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Il mondo apprezza l’impegno della Svizzera, parola di presidente

Adolf Ogi è stato il primo presidente della Svizzera a parlare davanti all'assemblea generale delle Nazioni Unite Keystone

Anche se non fa parte dell'ONU, l'impegno della Svizzera sulla scena internazionale è apprezzato. È l'impressione riportata dal presidente della Confederazione Adolf Ogi (foto) durante i lavori del vertice del millennio delle Nazioni Unite.

Il fatto che la Svizzera non faccia parte delle Nazioni Unite non corrisponde forse all’idea di un paese solidale, ha affermato Ogi durante una conferenza stampa tenuta venerdì nella megalopoli americana celebre col simbolo della mela. Gli svizzeri sono duri nelle trattative, ma affidabili. Quando si impegnano, una soluzione diventa probabile, ha aggiunto il presidente della Confederazione Elvetica.

Adolf Ogi si è detto fiducioso che tra due anni il popolo elvetico approverà l’adesione all’ONU, perché a suo avviso «gli assenti hanno sempre torto».

I tre giorni di permanenza a New York hanno permesso ad Ogi di incontrare numerosi capi di stato, colloqui che in condizioni normali avvrebbero richiesto preparativi difficili. Il ministro della difesa elvetico ha avuto infatti discussioni con il presidente russo Vladimir Putin, con il segretario generale dell’ONU Kofi Annan e – brevemente – con il presidente americano Bill Clinton.

Ogi tenuto venerdì il proprio discorso di cinque minuti davanti al governo del mondo. Per un presidente svizzero si è trattato della prima volta che otteneva il diritto ad esprimersi davanti al plenum dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, organismo del quale, ricordiamo, la Svizzera non è membro.

Secondo il presidente, il suo discorso ha rappresentato un’occasione privilegiata per mostrare al mondo il profilo politico della Svizzera. Nel suo discorso, Ogi ha invitato l’ONU a darsi nuove strutture, che permettano di meglio applicare le decisioni prese, soprattutto in merito a questioni sociali, ambientali e legate alle nuove tecnologie che richiedono l’adozione di approcci e soluzione globali.

Il presidente della Confederazione è da venerdì notte di nuovo in Svizzera, da dove riparte però fra pochi giorni a destinazione della Cina e, poi, di Sydney per partecipare alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimpici 2000.

Sempre per quanto concerne l’attività del governo da segnalare, infine, che il consigliere federale Joseph Deiss è partito nella serata di venerdì dall’aeroporto di Zurigo Kloten per una visita ufficiale negli Stati Uniti e in Canada, dove pareciperà ad una conferenza nell’ambito del programma ONU sullo sviluppo.

Deiss incontrerà diversi ministri degli esteri, oltre ai rappresentanti delle due maggiori organizzazioni ebraiche, l’American Jewish Commitee e l’Anti Defamation League.

La visita, che durerà una settimana, si concluderà con la partecipazione alla conferenza sul divieto dei bambibi-soldato, a Winnipeg (Canada).

swissinfo e agenzie

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