Il Nazionale boccia l’iniziativa “Si all’Europa”. Approvato un controprogetto indiretto, non sottoposto a referendum
Delusi il "Nuovo movimento europeo Svizzera" e il comitato d'iniziativa "Sì all'Europa!": il Nazionale - affermano - ha scelto una via eccessivamente prudente, dato che il controprogetto non contiene alcuna scadenza.
Nella discussione piatto-forte della sessione estiva, il Consiglio nazionale ha seguito il parere del Consiglio federale, secondo cui la Svizzera non dovrebbe lanciarsi troppo in fretta sulla via dell’adesione all’Unione europea.
Con 113 voti contro 61 e 9 astenuti, i deputati non hanno dunque seguito il parere della loro commissione. Hanno mostrato d’essere in disaccordo con l’iniziativa che chiede la riattivazione immediata della domanda svizzera d’adesione all’Unione europea.
Con 99 voti contro 84, il Nazionale ha invece accolto un controprogetto indiretto, che lascia al Consiglio federale la competenza di decidere il momento d’avviare i negoziati in vista di un’adesione. Al termine di una cascata di votazioni, la Camera ha alla fine preferito la versione presentata dal Partito popolare democratico a quella del governo, più o meno uguale.
Il testo del PPD chiede al governo di sottoporre al parlamento un rapporto sulle conseguenze per la Svizzera di un’adesione e di presentargli, se fosse il caso, le riforme necessarie. Il Consiglio federale dovrà inoltre tener conto delle prime esperienze degli accordi bilaterali.
La soluzione impostasi ha dunque dato ragione a Jean-Philippe Maitre (PPD/GE): di fronte alla varietà delle opinioni, Maitre ha invitato gli euroscettici a dar prova di coerenza, e gli euroturbo di lucidità. Il Nazionale non ha seguito quanto auspicato dalla maggioranza dei radicali e dall’UDC, che volevano disatanziarsi dall’ “euforia” dei filo-europei, dopo il sì massiccio agli accordi bilaterali, il 21 maggio.
Per quanto riguarda la posizione del Governo, ha dichiarato il ministro degli esteri Joseph Deiss, l’obiettivo a lungo termine resta l’adesione all’UE.
Deiss ha tuttavia sottolineato che non è prevedibile rilanciare i negoziati ancora entro la fine di questa legislatura.
La posizione del Consiglio federale è comunque stata criticata durante i dibattiti dai deputati filo-europi e da quelli più isolazionisti.
L’oggetto va ora al Consiglio degli Stati, che si pronuncerà tra una settimana. Dovrebbe a sua volta bocciare l’iniziativa “Sì all’Europa!”, mentre per quanto riguarda un controprogetto, la sua decisione potrebbe essere contraria a quella del Nazionale. La commissione della Camera dei cantoni propone infatti al plenum di non entrare in materia su un controprogetto.
swissinfo e agenzie
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