Il Nazionale sostiene la Fondazione Svizzera solidale
Gli interessi sul ricavato della vendita dell'oro in esubero della Banca nazionale dovranno essere assegnati in parti uguali ad AVS, cantoni e Fondazione Svizzera solidale. Questa soluzione, proposta dal Consiglio degli Stati, ha trovato la maggioranza dei consensi anche in Consiglio nazionale. La sorte dell'iniziativa dell'UDC, che chiede di privilegiare soltanto l'AVS, appare invece segnata.
A eccezione dell’UDC, la maggioranza dei rappresentanti borghesi e dello schieramento rosso-verde ha approvato lunedì il controprogetto, elaborato dalla Camera dei Cantoni. L’iniziativa sull’oro è invece stata sostenuta solo dall’UDC che l’ha promossa. «Il solo scopo dell’iniziativa – ha detto Jean-Nils de Dardel (PS/GE) – è di silurare la Fondazione».
Secondo il controprogetto, il ricavato della vendita di 1300 tonnellate di riserve d’oro in eccedenza, per un valore di circa 18 miliardi di franchi, dovrà essere trasferito su un fondo giuridicamente indipendente, costituito dal Consiglio federale, che dovrebbe conservare il capitale per un periodo di 30 anni. Durante questo periodo, gli interessi maturati dovranno essere distribuiti nel seguente modo: 1/3 ai cantoni, 1/3 all’AVS e 1/3 alla Fondazione Svizzera solidale.
Scaduto il periodo di 30 anni – ha spiegato il presidente della commissione Rudolf Strahm (PS/BE) – il popolo dovrà decidere se conservare questo fondo o distribuire il capitale nella misura di 1/3 alla Confederazione e dei 2/3 ai cantoni. Coloro che sostengono l’iniziativa UDC – ha proseguito Strahm – rinunciano alla Fondazione, che non ha nulla a che vedere con il passato e non serve a risarcire le vittime dell’Olocausto, ha aggiunto Strahm. È invece un progetto rivolto al futuro.
I 500-700 milioni di franchi d’interessi che potrebbero maturare sul ricavato della vendita delle 1300 tonnellate d’oro in esubero – ha dal canto suo osservato Jean-Philippe Maitre (PPD/GE) – non basteranno a finanziare nemmeno le necessità dell’AVS derivanti dallo sviluppo demografico.
Il reddito previsto dalla monetarizzazione delle eccedenze auree permette un reddito fra i 500 e i 700 milioni di franchi annui. Una cifra, ha calcolato la maggioranza della commissione responsabile, che non corrisponde che ad un terzo degli introiti che si avrebbero con l’aumento di un punto dell’IVA.
Chiara Simoneschi (PPD/TI) ha sostenuto il controprogetto, che rappresenta una soluzione convincente. È una risposta chiara all’iniziativa «egoista» dell’UDC, destinata solo agli anziani. La proposta di una Fondazione svizzera solidale permette di affrontare dentro e fuori dai nostri confini problemi attuali e urgenti, come le forme di nuova povertà. La proposta permette poi alle nuove generazioni di assumersi responsabilità, promuovendo attività solidali. Chiara Simoneschi ha aggiunto che la solidarietà è alla base della nostra storia, della nostra convivenza pacifica e della nostra politica umanitaria.
L’opposizione al progetto
«Ma perché mai – si è chiesto Christoph Blocher (UDC/ZH) – voler dedicare all’AVS solo 1/3 quando i 3/3 non bastano a garantirne il finanziamento?». La Fondazione Svizzera solidale – ha aggiunto un collega di partito – «è figlia della paura», facendo riferimento alle bufere che hanno caratterizzato i dibattiti sui fondi ebraici.
Gli esponenti UDC hanno tenuto a ribadire che l’oro della Banca nazionale è di proprietà del popolo e che quindi solo questo può esserne beneficiario. Come tale, seguendo il postulato dell’iniziativa del partito, è legittima solo l’assegnazione dei redditi all’AVS.
La maggioranza parlamentare ha respinto gli argomenti dell’UDC, sostenendo il progetto elaborato dal Consiglio degli Stati. Il dibattito continuerà nella giornata di martedì.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.