The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Il no borghese alle domeniche senza auto

Una soluzione che penalizza le zone periferiche, il turismo, il mondo dello sport e della cultura.

Irritare l’Unione Europea sarebbe inopportuno, secondo gli oppositori delle domeniche senza auto.

L’iniziativa per quattro domeniche all’anno senz’auto è «antieconomica, dirigista e inutile». È quanto sostiene il comitato parlamentare borghese, contrario al testo in votazione il 18 maggio. Immaginabile nelle città, questa restrizione è insensata a livello nazionale.

La legge già le permette

Simili giornate senza automobili, come è già avvenuto a Milano, sono già state realizzate nella città di Lucerna o nella regione del lago di Morat. Attualmente, la legge già lo permette, ha dichiarato il consigliere nazionale Georges Theiler (PLR/LU).

Il divieto generale proposto dall’iniziativa è invece un passo assurdo da parte di un paese come la Svizzera, fortemente dipendente dal turismo. Ogni domenica in Svizzera entrano da 120 a 180 mila veicoli stranieri, di cui 30 mila in transito. Adottando un divieto di circolazione – ha sottolineato Theiler – rischiamo di irritare l’Unione europea, incitandola ad adottare provvedimenti di ritorsione.

Regioni periferiche penalizzate

Il divieto di circolare infliggerebbe inoltre un duro colpo alle regioni periferiche e di montagna, ha dichiarato il consigliere agli Stati Rolf Escher (PPD/VS). I trasporti pubblici non dispongono di mezzi a sufficienza per sopperire al traffico privato, ha aggiunto.

Secondo Hanspeter Seiler (UDC/BE), le perdite economiche legate al turismo e al settore alberghiero sono valutate tra 25 e 100 milioni di franchi per domenica. Particolarmente colpiti: le piccole e medie imprese (PMI) dei settori della gastronomia e gli organizzatori di manifestazioni sportive e culturali.

Per Barbara Polla (LIB/GE), gli iniziativisti, dichiarando che le domeniche senz’auto offrirebbero tempo libero per gli svaghi e lo sport o spazi liberi per le famiglie, usurpano il termine «libertà». «Non vogliamo che ci si prescriva la nostra libertà», ha aggiunto. «Non vogliamo andare a fare le grigliate sull’asfalto rovente delle autostrade: non è lì che vogliamo trascorrere il nostro tempo libero», ha concluso.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR