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Il Nuovo movimento europeo si fonde con «Renaissance Suisse Europe»

Una manifestazione degli europeisti in occasione della votazione sull'iniziativa "Sì all'Europa" Keystone Archive

Cento giorni dopo il fallimento dell'iniziativa popolare «Sì all'Europa», il Nuovo movimento europeo Svizzera (NOMES) continua ad essere convinto della necessità di una forza pro-europea all'interno della Confederazione. Ha quindi accettato, oggi a Berna, di assorbire «Renaissance Suisse Europe».

L’integrazione, che verrà sottoposta martedì a Losanna all’avallo dei circa 300 membri di «Renaissance Suisse Europe», dovrà aumentare le sinergie dei due movimenti, soprattutto in Romandia dove NOMES ha perso vigore.

La sezione ginevrina di NOMES avrebbe preferito rimandare la decisione al prossimo autunno: ha espresso infatti preoccupazione per l’impegno di «Renaissance Suisse Europe» in favore della ventilata fusione tra Vaud e Ginevra. Il presidente di Renaissance François Cherix ha però assicurato che il movimento non esiste più in quanto tale e che riprende da subito tutti gli obiettivi di NOMES.

Cherix, che già sedeva in seno al comitato direttore di NOMES, diventa ora vice presidente del movimento europeista. Nel comitato accedono direttamente anche due altri rappresentanti di «Renaissance Suisse Europe».

I due movimenti intendono mantenere vivo in Svizzera l’ideale dell’adesione all’Unione europea. Il risultato dell’iniziativa «Sì all’Europa» è allarmante, ma sarebbe un vero errore drammatizzarne gli effetti, ha dichiarato il presidente di NOMES, il consigliere nazionale Marc Suter (PLR/BE).

Bisognerà ora compiere scelte tattiche sulla maniera di portare «la fiaccola europea»: il movimento si muoverà con una certa prudenza, visto che è ancora difficile avanzare ipotesi sulla politica europea della Svizzera dopo il 2003. Troppi aspetti sono ancora completamente aperti, ad esempio il risultato delle elezioni federali o l’evoluzione dell’Ue.

NOMES vuole comunque restare un movimento di resistenza e di lotta: coglierà quindi l’occasione dell’entrata in vigore dell’euro – tra sei mesi – per sottolineare ancora una volta gli inconvenienti della scelta di compiere «un cammino in solitudine».

Il movimento intende inoltre preservare la credibilità acquisita presso le istituzioni per condurre un buon lavoro di informazione. Nell’ambito della seconda tornata di negoziati bilaterali (accordi di Schengen e Dublino), NOMES estenderà il proprio impegno anche in favore dell’adesione all’ONU.

swissinfo e agenzie

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