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Democrazia diretta in Svizzera

Il parlamento ticinese consolida le basi finanziarie del Festival di Locarno

La 54esima edizione del Festival internazionale del film di Locarno è in programma dal 2 al 12 di agosto Keystone Archive

Il Gran Consiglio ticinese ha approvato mercoledì un credito di 13 milioni di franchi per sostenere l'importante rassegna cinematografica che ogni anno deve fare i conti con notevoli difficoltà finanziarie. Un sostegno, è stato rilevato nel corso del dibattito parlamentare, che permetterà agli organizzatori del Festival di guardare con più serenità al futuro. Ma contro il finanziamento non sono mancate opposizioni e voci critiche.

All’esame dei deputati c’era il progetto di legge del governo di concedere al Festival internazionale del Film un sostanzioso contributo nell’arco di cinque anni attingendo ai fondi della lotteria cantonale nella misura di 7 milioni e con altri 6 a carico del Cantone. Un’idea avanzata inizialmente dal Consigliere di stato Gabriele Gendotti, direttore del Dipartimento dell’Istruzione e della Cultura, subito condivisa dai suoi colleghi di governo, e la cui approvazione sembrava scontata.

Ma in sede di esame della Commissione della Gestione sono emerse forti resistenze da parte dell’Udc, tant’è che il rapporto finale ha registrato diverse posizioni contrarie ed è stato firmato con riserva da alcuni commissari della Lega dei ticinesi e dei popolari democratici.

Decisa l’opposizione dei democentristi che hanno minacciato anche il lancio di un referendum, mentre il Ppd ha presentato un emendamento con cui si voleva riconoscere solo un contributo di tre milioni e mezzo sull’arco di due anni. Una proposta che è stata bocciata dal parlamento stragrande maggioranza.

Il dibattito avvenuto in Commissione si è ripetuto nell’aula del Gran Consiglio. Gendotti, ha difeso il messaggio sul credito, sostenendo che senza questi fondi ne andrebbe di mezzo la visibilità internazionale del Festival. Una rassegna che si colloca al quarto posto in Europa, dopo Berlino, Cannes e Venezia, e che senza aiuti consistenti da parte dello Stato rischia di doversi ridimensionare.

Il consigliere di stato ha però anche insistito sulla necessità che la Confederazione e gli sponsor si impegnino di più a favore del Festival di Locarno. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi di altri deputati liberali radicali, tra i quali quello di Giovanni Merlini, presidente del partito, che ha avvertito che Lucerna e Soletta non ci penserebbero due volte a mettere le mani sulla rassegna: “Approvare questo credito che è un contributo alla cultura e al turismo è anche l’occasione per dare un segnale a Berna il cui sostegno è da anni fermo a soli 800 mila franchi, mentre i costi generali superano gli otto milioni di franchi”.

Dal fronte opposto Lega e Udc hanno osservato che le spese del Festival lievitano di anno in anno e rimproverato una gestione poco oculata. Sulla spirale deficitaria si è soffermato il democentrista Roger Etter, il quale ha messo in guardia dal rischio di ulteriori richieste di soldi che finirebbero per alimentare le tendenze megalomani che già inficiano la gestione attuale.

Gendotti nella sua replica ha assicurato la massima trasparenza sull’uso dei contributi e una verifica diretta da parte di un funzionario statale per accertare la correttezza dei conti. Alla fine il credito è stato approvato con 58 voti favorevoli, sei contrari e altrettanti astenuti. Ma resta sospesa la spada di Damocle del referendum annunciato dall’Udc.

Elisabetta Pisa.

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