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Il PPD prepara la successione di Durrer e lancia il referendum sull’aborto

Il presidente dimissionario Adalbert Durrer mentre spiega ai rappresentanti dei media le decisioni scaturite dalla seduta della presidenza di partito Keystone

La corsa alla successione di Adalbert Durrer è iniziata. La direzione del partito ha designato un gruppo di lavoro incaricato di sondare i potenziali candidati e preparare l'elezione, che si terrà il 12 maggio in occasione dell'assemblea dei delegati a Wil (SG). Intanto è stata ufficializzata la decisione di lanciare il referendum contro la legge sull'aborto appena approvata dalle Camere.

Parte la ricerca di un nuovo presidente

Il gruppo di lavoro sarà diretto dal presidente del Consiglio nazionale, Peter Hess. Sarà composto di sei persone, fra cui i due vicepresidenti del PPD svizzero Rosmarie Zapfl e François Lachat, e il capo del Gruppo parlamentare Jean-Philippe Maitre. Il presidente dimissionario non ha voluto rivelare i nomi degli altri due membri.

Le sezioni cantonali hanno fatto valere il loro diritto a far parte del gruppo di lavoro, ha detto il portavoce del partito Paul Felber. La questione sarà discussa alla prossima seduta della presidenza.

L’eventualità del ritiro dell’intera presidenza non è stata evocata, ha affermato Felber. Se il giurassiano François Lachat non intende cedere il posto, la zurighese Rosmarie Zapfl ha lasciato intendere di essere aperta alla discussione.

Sull’aborto sarà referendum

Il popolo svizzero sarà verosimilmente chiamato ad esprimersi sull’interruzione volontaria della gravidanza nelle prime 12 settimane. Il PPD ha ufficializzato la sua decisione venerdì sera.

Il presidente Adalbert Durrer ha spiegato che il PPD si impegnerà su due fronti: oltre al referendum il partito cercherà di riportare nella discussione politica il proprio modello di interruzione di gravidanza attraverso un’iniziativa parlamentare. Questa soluzione «bicefala» ha accolto il favore di 44 membri della direzione; sette si sono opposti e otto astenuti, ha detto il consigliere agli Stati Filippo Lombardi.

Brigitte Hauser ha affermato che le donne si sono astenute ma ha manifestato soddisfazione per la soluzione scaturita questa sera: l’iniziativa parlamentare permetterà infatti di manifestare le esigenze del sesso femminile.

Lombardi ha aggiunto che il contenuto dell’iniziativa sarà discusso martedì prossimo durante la sessione. Ha comunque anticipato che all’iniziativa saranno affiancate delle proposte che esulano dal ristretto ambito dell’interruzione di gravidanza, come la politica della salute e l’assicurazione malattia.

Per bocca del «senatore» ticinese, il PPD dice di non essere imbarazzato dal sostegno che il referendum otterrà da parte degli ambienti antiabortisti: «il referendum è lanciato dal PPD da solo», ha detto Lombardi.

Durrer ha confermato che le sezioni giurassiana, vodese e ginevrina come pure i giovani PPD non sosterranno il referendum.

Il modello PPD voleva obbligare la donna a consultare un centro specializzato almeno 3 giorni prima di abortire.

La formulazione della legge uscita dal voto parlamentare prevede che il medico debba informare la paziente su tutti gli aspetti fisici e psichici comportati da un aborto e sulle possibilità d’adozione. Se non dovesse farlo, incorrerebbe in sanzioni penali. Il Consiglio nazionale ha inoltre accolto senza discussione un postulato che dispensa il personale medico che invoca motivi etici dalla partecipazione ad un aborto.

swissinfo e agenzie

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