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Il rimpatrio dei kosovari continua nonostante l’uranio

La Svizzera incoraggia il ritorno volontario in Kosovo dei profughi con programmi che favoriscono il reinserimento economico Keystone

Il rimpatrio dei rifugiati kosovari continuerà come previsto malgrado la vicenda dell'uranio impoverito. Lo ha ribadito martedì a Berna con un comunicato diffuso alla stampa l'Ufficio federale dei rifugiati.

Jean-Daniel Gerber, direttore dell’Ufficio federale dei rifugiati (UFR), ha però assicurato che «saranno prese le misure che si impongono se sarà evidenziato il minimo rischio per la popolazione locale.»

«Dopo il 1999 – un anno di arrivi – il 2000 è senz’altro l’anno delle partenze», ha esordito Gerber in una conferenza stampa martedì mattina a Berna. La tendenza, è anche il risultato dell’efficace strumento dell’aiuto al ritorno che la Confederazione ha sperimentato, la prima volta dopo il conflitto in Bosnia e che continuerà ad essere l’elemento centrale della politica svizzera dell’asilo.

Si tratta – ha spiegato Urs Betschart, vicedirettore dell’UFR – di incoraggiare il ritorno volontario. A questo scopo, la Confederazione finanzia programmi di formazione che favoriscano il reinserimento economico e assicura un accompagnamento sul posto.

swissinfo e agenzie

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