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Inchiesta del ministro della Difesa sui lanciarazzi russi

Il consigliere federale Samuel Schmid deciso a far chiarezza sulle vicende che coinvolgono l'ex responsabile del servizio segreto militare Peter Regli Keystone

Il consigliere federale Samuel Schmid intende fare chiarezza sulle nuove rivelazioni che coinvolgono l'ex capo dei servizi segreti militari svizzeri.

Lo ha reso noto lo stesso responsabile del Dipartimento federale della difesa in un’intervista pubblicata domenica dal settimanale svizzero tedesco «SonntagsBlick».

Nel 1994 Regli aveva ordinato l’acquisto, attraverso canali non ufficiali, di due lanciarazzi antiaerei russi. La transazione si era svolta alla totale insaputa dei vertici dell’allora Dipartimento militare federale. I due SA-18 (Igla M 9K39, codice NATO «Grouse», il corrispettivo russo degli Stinger americani in uso anche nell’esercito elvetico, in grado di abbattere un aereo a 3000 metri di quota) erano stati pagati 305.500 franchi.

Da allora i due lanciarazzi si trovano in un deposito dell’esercito di Thun, nel Canton Berna, ancora nella loro imballaggio originale. Il DDPS è ufficialmente a conoscenza dell’esistenza delle armi solo da due mesi.

Secondo Schmid deve inoltre essere fatta chiarezza sulle relazioni intercorse tra i servizi segreti svizzeri e sudafricani durante il regime dell’apartheid. Il Dipartimento federale della difesa ha avviato un ‘inchiesta su Regli dopo le dichiarazioni di Wunter Basson, il «dottor morte» sudafricano. Quest’ultimo accusa Regli di averlo aiutato ad acquistare mezza tonnellata di droga Mandrax nell’ex Unione Sovietica. I risultati dell’inchiesta sono attesi nei prossimi giorni.

swissinfo e agenzie

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