Iniziativa ridistributiva: il comitato promotore passa al contrattacco
Fissare nella Costituzione una moratoria sulle spese non è una novità: il comitato promotore dell'iniziativa ha risposto martedì a Berna alle argomentazioni del campo borghese contrarie ad ancorare nella Costituzione un limite per le spese militari.
L’iniziativa ridistributiva domanda che entro dieci anni le spese per la difesa nazionale siano gradualmente ridotte, dagli attuali 5 a 3,2 miliardi di franchi, fino a raggiungere la metà delle spese registrate nel 1987.
In caso di crescenti minacce militari, sostengono gli avversari dell’iniziativa, fissando nella Costituzione un tetto massimo per le spese nel settore della difesa si toglierebbe allo Stato l’indispensabile capacità di reagire tempestivamente. Secondo gli inziativisti, invece, è possibile ridurre le spese militari senza intaccare l’efficenza dell’esercito.
Il consigliere agli Stati Michel Béguelin (SP/VD) ha spiegato che se l’iniziativa fosse accolta, dopo dieci anni la limitazione delle spese militari verrebbe a cadere. Il fatto di ancorare scadenze nella Costituzione non è nuovo, ha ricordato Béguelin. Egli ha citato l’iniziativa popolare «moratoria fiscale» del PLR, lanciata nell’agosto del 1999, che mira a bloccare per sette anni ogni aumento di tasse.
I socialisti rimproverano al Dipartimento della difesa di camuffare Esercito XXI dietro una cortina fumogena. Se Esercito XXI costa un terzo di più della proposta degli iniziativisti – denominata Esercito 2005 – è perché esso è una «brutta copia» dei concetti sviluppati dalla NATO, ha sottolineato Werner Marti (PS/GL). Per Marti, «un’operazione militare con truppe svizzere all’estero è inverosimile».
Egli ha ricordato che lo scopo dell’iniziativa è essenzialmente di riportare le spese militari al livello – facendo le dovute proporzioni – degli altri paesi europei membri della Nato. Esercito 2005 prevede il controllo delle frontiere. Per la sinistra si tratta di un obiettivo che si può raggiungere riducendo l’esercito a 100 mila soldati, ventimila in meno rispetto a quelli previsti da Esercito XXI. Il servizio sarebbe accorciato da 250- 300 giorni a 200. I risparmi non impediranno l’ammodernamento dell’esercito.
swissinfo e agenzie
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