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Joseph Deiss a Davos: «è davvero ora di aderire all’ONU »

Deiss a Davos per illustrare i "buoni motivi" per un ingresso nell'ONU swissinfo.ch

Ospite d'onore al 79. Congresso degli svizzeri dell'estero, Joseph Deiss, capo della diplomazia elvetica, ha rivolto un caloroso invito ai circa 500 partecipanti a sostenere l'adesione della Svizzera all'ONU. Una decisione "che ci riguarda tutti da vicino". Una nota di colore: recentemente anche Tuvalu ha aderito...

Dopo l’anteprima di venerdì con la tradizionale seduta annuale del Consiglio, il Congresso, dedicato all’attualissima questione dell’eventuale adesione all’organizzazione multilaterale per eccellenza, l’ONU appunto, è entrato nel vivo nella giornata di sabato.

E lo si è notato subito, in mattinata, giungendo al palazzo dei congressi (lo stesso nel quale si svolge il World Economic Forum): dappertutto molta gente, parecchie bancarelle informative e stand di sponsor nella sala antistante la hall principale, gli immancabili infopoint dei vari partiti politici, ovviamente conditi dalle altrettanto classiche strette di mano con sorriso. Un “must” anche per questo genere di appuntamenti.

Oltre ai delegati del Consiglio e ai molti svizzeri dell’estero, fieri di partecipare alla “loro” riunione annuale, si sono potuti notare tra i presenti anche alcuni personaggi illustri della politica federale. Tra di essi spiccavano Françoise Saudan, la presidentessa del Consiglio degli Stati e Peter Hess, il suo omologo al Nazionale.

Fuoco alle polveri

Non fraintendiamoci. Non che si sia scatenato un acceso dibattito: lo scopo del Congresso era di dar voce ad alcuni esperti sul tema ONU, magari semplicemente per apprendere qualcosa. E questo è stato il senso del contributo del professore ginevrino Curt Gasteyger. Egli è partito da molto lontano per parlare, didatticamente e molto lucidamente, di globalizzazione, di clima, di demografia e di deforestazione per tracciare lo sfondo sul quale è chiamata ad operare un’organizzazione come l’ONU.

Il professore ha in seguito ristretto la propria analisi, focalizzandosi prima sulle sfide che riguardano, o che riguarderanno l’Europa in generale e poi, “sul terzo elemento del triangolo”: la Svizzera. Al proposito, Curt Gasteyger ha dichiarato che “il destino del nostro paese, come quello di tutti gli altri in questi tempi d’interdipendenza generalizzata, è sempre più legato all’evoluzione della situazione internazionale”.

“L’attuale globalizzazione, benché spesso si esprima unicamente dal punto di vista economico e tecnologico, è molto complessa e variegata” ha proseguito Gasteyger, sottolineando come l’unico strumento utile alla gestione di realtà così complesse sia un accentuato dialogo, sia all’interno che all’esterno del paese. “E sotto questo punto di vista, l’adesione al multilateralismo dell’ONU potrà aiutarci” ha concluso.

“Un passo naturale, logico e coerente”

In seguito, il programma allestito dall’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE), tra una visita all’esposizione sulle Nazioni Unite allestita a complemento del Congresso, diversi ateliers di discussione e alcuni intermezzi musicali, ha dato la parola all’ambasciatore Erwin Hofer, del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Hofer ha tenuto una conferenza dal titolo suggestivo: “Relazioni Svizzera – ONU: storia di un connubio senza certificato di matrimonio”.

Secondo Hofer, Berna è già sin d’ora, perlomeno de facto, un partner stabile dell’ONU. Ora ” si tratta di normalizzare un solido rapporto costruito durante decenni nella migliore tradizione svizzera”. Come farlo? Ratificando “un certificato di matrimonio – ergo, traduciamo noi, aderendo ufficialmente all’ONU – che consentirebbe al nostro paese di uscire dal ruolo di mero contribuente o beneficiario tacito, per partecipare a pieno titolo alle decisioni dell’unica organizzazione veramente universale”.

A fine giornata è intervenuto infine Joseph Deiss, capo del Dipartimento affari esteri e convinto sostenitore del “matrimonio” con l’ONU. Di fronte agli svizzeri dell’estero, che Deiss ha definito “un capitale per tutto il paese”, egli ha ribadito la propria posizione.

Secondo Deiss, i tempi per un’adesione sono maturi. “Vi sono molti buoni motivi per farlo”. Ad esempio, Deiss ha sottolineato come l’ONU si impegni a livello mondiale per la pace, lo sviluppo economico e un ordinamento giuridico stabile, ciò che interessa sicuramente un piccolo paese fortemente orientato all’esportazione come il nostro. Inoltre la Svizzera è già membro di tutte le organizzazioni specializzate dell’ONU, senza però “far parte del cosiddetto nocciolo duro” dell’organizzazione, ciò che esclude la Confederazione dalla presa di decisioni di interesse universale che, in definitiva, riguardano anche la popolazione elvetica.

In merito alla delicata questione della neutralità, arma principale degli oppositori all’adesione, il ministro elvetico ha puntualizzato che si tratta di un falso problema: “la Svizzera rimarrà neutrale anche come membro dell’ONU”.

Intanto anche Tuvalu ha aderito…

Ebbene sì. Come ha ironicamente ricordato Joseph Deiss, anche il piccolo Stato dell’Oceania Tuvalu è ormai membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. Al di fuori del consesso universale restano unicamente il Vaticano, con le sue note specificità storiche, religiose e culturali, e…la Svizzera.

La votazione popolare sul tema è prevista per la prossima primavera. Deiss ha ricordato come la procedura di consultazione avviata dal Consiglio federale ha mostrato un ampio sostegno al progetto d’adesione da parte dei partiti, di associazioni economiche e di numerose istituzioni. Tra queste l’OSE, che il capo della diplomazia ha calorosamente tenuto a ringraziare.

Anche il disegno di legge in discussione in Parlamento ha finora raccolto molti consensi. Il Consiglio agli Stati lo ha accolto positivamente con 37 voti contro 2, mentre il Consiglio Nazionale lo tratterà nella prossima sessione autunnale. Con la commissione della camera bassa che si è comunque già espressa favorevolmente.

Appuntamento sul lago di Bienne

Il prossimo incontro degli svizzeri dell’estero è previsto dal 9 all’11 agosto 2002 nei dintorni della città bernese, dove si discuterà delle diverse immagini della Svizzera. Sabato 10 agosto 2002, l’Expo.02 dedicherà un’intera giornata agli emigranti elvetici. Che per l’occasione hanno deciso di prepararsi alla grande.

Marzio Pescia, Davos

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