L’acqua è di tutti: le organizzazioni umanitarie lanciano la campagna Acqua 2000
L'acqua è un diritto umano e non una merce. Le organizzazioni umanitarie svizzere chiedono che la Svizzera inserisca l'acqua come bene pubblico nella Costituzione e che si impegni per la promozione di una convenzione internazionale sull'acqua.
Helvetas e la Comunità di lavoro delle organizzazioni di aiuto allo sviluppo hanno presentato giovedì a Berna la campagna Acqua 2000. 1,4 miliardi di persone in tutto il mondo non hanno accesso all’acqua potabile, ha spiegato Werner Külling, segretario generale di Helvetas. E la situazione peggiora rapidamente. In Africa una persona su due soffre di una malattia che può essere messa in relazione alla cattiva qualità dell’acqua potabile.
Per risolvere i problemi globali, l’economia mondiale propone con sempre maggiore frequenza la formula magica della privatizzazione, ha continuato Külling. Questa tendenza minaccia ora anche il diritto all’acqua delle fasce più povere della popolazione mondiale, che per l’economia privata sono un fattore privo di interesse. La comunità degli stati, secondo Külling, dovrebbe impegnarsi maggiormente per imporre il diritto di tutti all’acqua.
L’acqua rischia di diventare una delle maggiori fonti di conflitto del XXI secolo, ha aggiunto Rosmarie Bär, della Comunità di lavoro delle organizzazioni umanitarie. E per questo ha lanciato un appello alle autorità elvetiche perché in vista della Conferenza sull’ambiente dell’ONU nel 2002 si impegni per una convenzione internazionale sull’acqua analoga a quella sul clima. La convenzione, secondo Bär, sarebbe necessaria per garantire una distribuzione equa dell’acqua. Inoltre, ha continuato, per evitare una privatizzazione, la Svizzera dovrebbe iscrivere l’acqua come bene pubblico nella Costituzione federale.
swissinfo e agenzie
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