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L’Afghanistan sotto le bombe

A 26 giorni dagli attentati di New York e Washington, il presidente Bush ha dato il via ai bombardamenti in Afghanistan Keystone

Gli Stati Uniti hanno lanciato l'atteso attacco militare contro i Taleban e la rete terroristica di al Qaida, rappresaglia per gli attentati dell'11 settembre sul suolo americano. Il presidente Gorge Bush si è rivolto alla nazione chiedendo a tutti i cittadini pazienza e spirito di sacrificio. Le principali città afgane sono state prese di mira da missili Cruise e da aerei bombardieri.

Bombardate le città di Kabul, Jalalabad, Kundus e Kandahar, dove si trova il quartiere generale dei talebani. La prima ondata d’attacco, al quale partecipano anche forze britanniche, è stata costituita da 50 missili cruise e da aerei bombardier B1, B2 e B52. L’obiettivo dell’attacco è rimuovere le difese aeree e contraeree afgane, secondo il segretario alla difesa americano Donald Rusmfeld.

Subito dopo l’inizio dei bombardamenti anglo-americani, le forze dell’opposizione afghana hanno scatenato un massiccio bombardamento d’artiglieria contro postazioni dei taleban a nord della capitale Kabul.

L’unica televisione autorizzata a trasmettere dall’Afghanistan, l’emittente del Qatar Al Jazira, ha citato un comunicato delle autorità afgane secondo cui il leader dei taleban, il mullah Muhammad Omar, e Osama bin Laden «sono salvi e al sicuro».

Bush: vinceremo la guerra

Il presidente Bush ha parlato alla nazione mentre l’attacco era ancora in corso. Bush ha detto che «gli Stati Uniti non hanno cercato questa guerra», ma «la vinceremo». E ha aggiunto che non v’è terreno neutrale contro il terrorismo.

Bush ha detto che gli obiettivi sono stati scelti fra le installazioni militari. E ha aggiunto che i taleban pagheranno il prezzo per la complicità con Osama bin Laden e ‘al Qaidà e per non avere collaborato con gli Stati Uniti, che chiedono la consegna del terrorista integralista. Nel suo messaggio, Bush s’è rivolto «a tutti gli uomini e le donne in armi», ricorrendo più volte alle parole «pazienza» e «sacrificio».

Fra i Paesi che hanno dato assistenza militare, Bush ha citato Australia, Canada, Francia e Germania, oltre alla Gran Bretagna, che ha impegnato forze nell’operazione.

Le reazioni

Il premier britannico Tony Blair ha parlato alla televisione per spiegare le ragioni dell’intervento a fianco degli Stati Uniti. Non ha fatto previsioni sulla durata dell’intervento. Blair ha ribadito che gli attacchi terroristici compiuti l’11 settembre negli Stati Uniti sono opera di Osama bin Laden e della sua rete terroristica.

Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder ha detto di appoggiare «senza riserve» l’attacco sferrato dagli americani. Parlando a Berlino, Schroeder ha detto di essere stato preventivamente informato dell’attacco per telefono dal presidente Bush.

«I terroristi devono sapere che ovunque si trovino, in Afghanistan, in Cecenia, in Medio Oriente o nei Balcani, che la giustizia li raggiungera». È questo il primo commento ufficiale del ministero degli esteri russo, dopo l’attacco anglo-americano.

Poco dopo i primi bombardamenti i taleban hanno ribadito tramite un’agenzia stampa loro vicina che Osama bin Laden non sarà consegnato.

“Addolorato e dispiaciuto” si è detto l’anziano ex re dell’Afghanistan Zahir Shah, che nelle ultime settimane è stato citato come il possibile leader di una coalizione di transizione che si potrebbe insediare a Kabul dopo un’eventuale sconfitta dei taleban.

swissinfo e agenzie

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