L’UDC alla conquista della Romandia
Per anni ritenuta un partito svizzero-tedesco, l'UDC ha sfondato nel 2001 in vari cantoni romandi. Un nuovo test elettorale l'attende questo fine settimana.
Un partito forte, populista, in grado di dettare i ritmi del dibattito politico, ma capace di raccogliere consensi quasi solo nella Svizzera tedesca e quindi fiaccato dal tallone d’Achille di una carente legittimazione nazionale. Era questa uno schema ricorrente con cui fino a poco tempo fa si tendeva a leggere l’ascesa del partito di Ueli Maurer e Christoph Blocher.
Oggi questo schema è sorpassato. Nel corso del 2001 l’UDC ha inanellato una serie di successi nella Svizzera romanda. Nell’ordine: due seggi conquistati nel parlamento vallesano, dieci deputati (su cento) nel Gran consiglio ginevrino, 33 seggi nei comuni del canton Vaud (dove domenica si vota per il secondo turno delle comunali), nascita dell’ultima sezione cantonale mancante, a Neuchâtel. Ed un successo annunciato nelle elezioni di domenica al Gran consiglio friburghese (l’UDC è invece fuori dal gioco nelle elezioni per il consiglio di stato ginevrino).
Certo, tra Ginevra e Friburgo l’UDC rimane ancora un partito piccolo rispetto al suo peso in alcune regioni della Svizzera tedesca. Ma lo sfondamento in Romandia testimonia della tendenza all’unificazione sotto una sola bandiera dell’elettorato conservatore in buona parte della Svizzera.
Un fatto che non mancherà di avere ripercussioni a livello nazionale. Già pare di sentir ripetere la richiesta di un secondo seggio in Consiglio federale, se possibile a danno dei socialisti, così da spostare definitivamente a destra la barra politica del paese.
Le ragioni del successo
“L’UDC svizzero ha un programma molto chiaro, una linea ben definita”: questa, secondo Guy Parmelin, presidente dell’UDC vodese, la ragione principale dei risultati del partito nella Svizzera romanda.
“Certo, il successo dipende anche dalle nuove persone, molto motivate, che lavorano per il partito”, prosegue Parmelin, “ma questo personale politico nuovo è stato attratto proprio dalla chiarezza del programma.” Fermo restando che al partito mancano persone: nel canton Vaud l’UDC ha avuto più eletti di candidati.
Un programma dai toni netti, che pare esercitare una forte influenza su un elettorato disorientato. “La progressione dell’UDC dipende dall’inquietudine che regna in un parte dell’elettorato di fronte a problemi sociali che sono piuttosto ignorati dai partiti tradizionali”, analizza Ernst Weibel, professore di scienze politiche all’Università di Neuchâtel, “l’UDC propone soluzioni diverse, e questo lo favorisce.”
Chi vota UDC nella Svizzera romanda?
“Credo che una parte dei nostri elettori sia delusa dagli altri partiti, soprattutto dai liberali”, rileva il presidente dell’UDC vodese, “ma ci sono anche molti piccoli e medi imprenditori, scontenti della politica di alcuni cantoni romandi, che hanno deciso di impegnarsi in prima persona.”
“Senza dubbio l’UDC ha attratto un elettorato che prima votava per altri partiti, di destra e di centro, ma anche di sinistra”, osserva il professore Weibel. “Per il caso di Ginevra bisogna dire che una cospicua base elettorale di destra populista esisteva già. In passato si era rivolta ad altri parti, ed esempio Vigilance, e ora vota UDC.”
Marzo 2001, la svolta
Un momento che appare significativo nell’ascesa dell’UDC nella Svizzera romanda è la votazione sull’Unione europea del marzo 2001. Allora, invertendo una tendenza di lungo periodo, anche la Svizzera romanda si era espressa contro l’avvio immediato di negoziati per l’adesione all’Ue.
L’UDC, partito antieuropeista per eccellenza, è probabilmente riuscito in quel frangente a segnare in modo netto la sua autonomia rispetto agli altri partiti della Svizzera romanda. “Nella votazione di marzo ci appellavamo al buon senso dei votanti”, afferma Parmelin, “ed è per questo che abbiamo avuto successo.”
Pure il professor Weibel scorge un nesso tra la votazione sull’Ue e l’avanzata della destra nella Svizzera francese, anche se lo connota in maniera diversa dal presidente di partito. “Nella Romandia il tema Europa ha perso di urgenza. Ciò lascia più spazio all’UDC.”
Un successo duraturo?
Un conto però è vincere una serie di elezioni a breve distanza di tempo, sull’onda di un trend positivo, un conto è mettere radici durature in una regione. “I prossimi 5-6 anni saranno decisivi”, ammette Parmelin. “Allora vedremo se si tratta di un successo duraturo o di un fuoco di paglia.”
Compito prioritario del partito nella Svizzera romanda, secondo il presidente UDC vodese, sarà proporre soluzioni chiare e concrete e creare sezioni ovunque, soprattutto nelle aree urbane, dove il partito è più debole. Come a Zurigo, anche nella Romandia la chiave del successo sarà il tentativo di conquistare le città.
Comunque “in politica non c’è mai stabilità”, osserva il professor Weibel. Intanto le strutture dell’UDC in Romandia poggiano su uomini e donne che non hanno un’esperienza paragonabile a quella dei compagni di partito nella Svizzera tedesca.
“E poi oggi ci sono molti scontenti, per il nuovo aumento della disoccupazione, per la vicenda Swissair, per problemi di gestione dello stato. Prima delle elezioni nazionali del 2003, tutto ciò potrebbe ancora stravolgere gli orientamenti politici dell’elettorato, in Svizzera e nella Romandia.”
Andrea Tognina
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