L’UDC favorevole all’iniziativa anti stranieri. Chi semina vento raccoglie tempesta
I delegati dell’Unione democratica di centro hanno sorprendentemente accettato sabato a Ginevra l’iniziativa antistranieri sulla quale il popolo dovrà votare il 24 settembre. Nell’edizione di lunedì, i principali media del paese condannano la decisione.
Quando si scherza con il fuoco, si finisce per bruciarsi. È quanto sta succedendo all’UDC, che a furia di criticare la politica di asilo sembra aver perso il controllo dei suoi membri.
La Neue Zürcher Zeitung, giornale che riflette le posizioni degli imprenditori, si chiede se la direzione del partito abbia ancora in mano la base. Il rifiuto delle tasse sull’energia e il sì all’iniziativa antistranieri evidenziano il doppio gioco dell’UDC: che cosa se ne fa l’economia di un’energia a buon mercato se poi viene a mancare la manodopera necessaria?
Il congresso di Ginevra è stato segnato dall’assenza dei leaders: Christoph Blocher era impegnato in un’assemblea della sua ditta, mentre il presidente della Confederazione Adolf Ogi ha privilegiato altre più facili occasioni (il discorso del primo agosto) per esortare Svizzeri e stranieri a meglio conoscersi. „Per una volta i due avrebbero avuto una posizione comune da difendere”, ironizza il quotidiano romando „Le Temps”.
Il quotidiano di Ginevra evidenzia poi come le assenze eccellenti abbiano contraddistinto anche il congresso del Partito radicale democratico, altra formazione di governo. I delegati, riuniti a Préverenges, hanno consigliato di respingere i tre temi di politica energetica in votazione il 24 settembre. Al congresso non si sono fatti vedere né il ministro dell’economia, il radicale Pascal Couchepin, né -e questo è più preoccupante- il ministro delle finanze Kaspar Villiger, in vacanza. I delegati hanno così sconfessato la politica del governo, che il 24 settembre propone ai cittadini di accettare di tassare l’energia per alleggerire il carico sociale e compiere così il primo passo in direzione di una riforma fiscale più ecologica.
Tornando all’imbarazzante decisione dell’UDC, il Tages Anzeiger scrive che si tratta di una sconfitta per Blocher e compagni zurighesi, che da tempo cercano di distanziarsi dalle radici rurali per guadagnare la fiducia degli imprenditori con una lotta senza compromessi contro ogni regolamentazione che intralci l’economia. Blocher non ha però fatto i conti con lo spirito della base, che per anni è stata mobilitata non soltanto contro la politica di asilo, ma contro gli stranieri in generale. E ora i nuovi aderenti vogliono che l’UDC mantenga le sue promesse elettorali. Invece di profilarsi come un rispettabile e fedele alleato dell’economia, l’UDC rischia di diventare un semplice partito anti-stranieri.
Un atteggiamento molto rischioso, per il „Bund” di Berna, perché chi gioca con la paura della gente non fa altro che preparare il terreno all’odio e ai gruppuscoli della destra radicale.
Insomma, la battaglia per bloccare l’iniziativa antistranieri non è ancora vinta, avverte la NZZ, e al governo restano poche settimane per cercare di convincere i cittadini che un sì all’iniziativa comporterebbe conseguenza economiche, sociali e politiche di cui la Svizzera farebbe molto volentieri a meno.
Mariano Masserini
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