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L’UDC sceglie Fuhrer e Eberle per la sucessione di Adolf Ogi

Roland Eberle e Rita Fuhrer, i due candidati che formano il ticket UDC per la successione in governo del dimissionario Adolf Ogi Keystone

Il gruppo parlamentare dell'UDC ha deciso di presentare Rita Fuhrer e Roland Eberle all'elezione da parte dell'Assemblea federale, il 6 dicembre. Una scelta che ha il sapore di una ricerca del confronto con gli altri partiti.

Riuniti a Berna, i parlamentari dell’Unione democratica di centro hanno scelto, come previsto, due rappresentanti dell’ala dura del partito per la successione di Adolf Og in Consiglio federale. L’UDC ha quindi scelto la strada del confronto con la maggior parte delle altre forze politiche, che insistevano per la presentazione di un candidato più vicino alle posizioni della maggioranza del parlamento e del Consiglio federale. Sia la Fuhrer che Eberle sono invece piuttosto legati alla corrente capeggiata da Christoph Blocher, spesso orientata verso un atteggiamento di chiara opposizione.

La scelta di Rita Fuhrer non rappresenta assolutamente una sorpresa. Da un lato perché la consigliera di Stato zurighese ha messo in mostra negli ultimi anni grandi doti politiche. Dall’altro la Fuhrer gode del sostegno della corrente più forte dell’UDC, quella capitanata da Christoph Blocher. Lo stesso tribuno zurighese aveva dichiarato poche settimane fa che la candidatura della Fuhrer era da considerare ancora migliore della sua.

Rita Fuhrer, 47 anni e madre di tre bambini, ha dietro di sé una singolare e fulminante carriera politica. Praticamente ancora sconosciuta, nel 1995 è stata sorprendentemente eletta nel consiglio di Stato zurighese nel 1995, dopo una breve presenza nel parlamento cantonale. In poco tempo è riuscita a convincere anche i suoi più scettici avversari, dimostrando un grande talento comunicativo e riuscendo a risolvere alcuni dossier scottanti, a cominciare da quello della riorganizzazione della polizia zurighese.

Considerata molto vicina a Blocher, Rita Furrer si distanzia comunque in vari ambiti dalla forte corrente zurighese dell’UDC. Si è espressa tra l’altro in favore di un’adesione alle Nazioni unite e della nuova legge militare, che prevede l’invio di soldati armati all’estero. Le sue dure posizioni nei confronti dei richiedenti l’asilo le hanno attirato invece numerose critiche. Contro la Furrer gioca inoltre il fatto che il Canton Zurigo è già rappresentato in Consiglio federale con Moritz Leuenberger.

La candidatura di Roland Eberle è spuntata invece inizialmente senza grandi ambizioni. Il consigliere di Stato turgoviese potrebbe tuttavia trarre vantaggio dai giochi politici che interverranno nel corso dell’elezione. Il consigliere di Stato turgoviese sembra piuttosto vicino alla corrente zurighese dell’UDC e può far valere un temperamento e un’età ancora giovane: 47 anni.

Come era prevedibile, il bernese Samuel Schmid non ha ottenuto i favori del suo partito. Considerato un candidato più moderato, era sostenuto soltanto dalla corrente minoritaria dell’UDC. Su un sostegno ridotto poteva contare anche il grigionese Christoffel Brändli. Il consigliere agli Stati grigionese ha dovuto tra l’altro far fronte a pesanti attacchi, nelle ultime settimane, in relazione ai compensi straordinari percepiti per la sue attività di promozione della candidatura grigionese ai Giochi olimpici del 2010.

Puntando sul coppia Eberle-Furrer, l’UDC verrà probabilmente accusata di voler mettere gli altri partiti con le spalle al muro. Nelle ultime settimane, diversi partiti, tra cui quelli di governo, avevano invitato l’UDC a presentare un candidato moderato, aperto al dialogo e più vicino alle posizioni della maggioranza parlamentare e del governo.

Con questa scelta, l’UDC ha quindi deciso di rifiutare ogni interferenza da parte delle altre forze politiche. Se venisse sconfessato e se fosse eletto ad esempio Schmid, il partito di Blocher potrebbe continuare a condurre una politica di chiara opposizione, pur rimanendo nel governo.

Per la scelta dell’UDC rimangono comunque aperte ancora diverse porte. Diverse altri partiti hanno infatti già annunciato da tempo di voler decidere in modo autonomo, senza lasciarsi dettare dall’UDC il nome del candidato da eleggere in Consiglio federale. Il bernese Schimd rimane quindi in posizione di favorito: considerato un uomo politico su posizioni più moderate, gode della simpatia di una buona parte dei parlamentari popolari democratici, liberali radicali e socialisti, come pure di diverse forze politiche minori.

Socialisti e Verdi sosterranno quasi sicuramente, almeno al primo turno, la consigliera nazionale Cécile Bühlmann, messa in corsa dal Partito ecologista a titolo di provocazione. Le sue prospettive di successo sono praticamente nulle, ma socialisti e verdi intendono portare avanti fino all’ultimo il loro inutile tentativo di estromettere l’UDC dal governo.

Il nuovo consigliere federale, che l’Assemblea federale sceglierà la settimana prossima, assumerà probabilmente la guida del Dipartimento federale della difesa, della protezione civile e dello sport, diretto negli ultimi anni da Adolf Ogi. La tradizione vuole che sia l’ultimo arrivato a riprendere le redini di questo ministero, considerato di minore importanza rispetto agli altri.

È inoltre alquanto improbabile che gli altri partiti accettino di concedere all’UDC un dipartimento di maggior prestigio. Il partito di Blocher ha seguito negli ultimi anni una politica isolazionista, spesso in chiara opposizione con gli interessi delle altre forze politiche di governo. Si vuol quindi evitare di affidare all’UDC dossier troppo importanti e scottanti. Nessun membro del Consiglio federale sembra d’altronde interessato a riprendere in mano il dipartimento della difesa.

Anche in questo ministero, il neoletto sarà comunque chiamato nei prossimi mesi a sostenere scelte importanti. Pensiamo soltanto alla nuova legge militare che prevede l’invio di soldati armati all’estero. Un punto che solleva da mesi enormi resistenze da parte dell’ala dura dell’UDC, in totale contrasto con le posizioni difese invece dallo stesso Ogi. Il successore del consigliere federale dimissionario sarà probabilmente chiamato anche lui a scegliere tra gli interessi del suo partito e il rispetto della collegialità in seno al governo.

Armando Mombelli

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