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Democrazia diretta in Svizzera

L’UDC torna alla carica sulla politica d’integrazione europea

Il ministro degli esteri Joseph Deiss bersaglio della nuova campagna anti-europeista dell'UDC Keystone

Forte del risultato del voto popolare di domenica che ha respinto, a grande maggioranza, l'iniziativa per accelerare le trattative d'adesione all'Unione europea, l'UDC torna alla carica, chiedendo un cambiamento radicale della politica d'integrazione europea portata avanti dal governo. La richiesta contenuta in un comunicato diffuso martedì in serata dal gruppo parlamentare UDC.

Il chiaro no espresso domenica dagli elettori all’iniziativa popolare «Sì all’Europa!», specifica la nota del gruppo parlamentare UDC, necessita di un cambiamento della nostra politica estera. Grande accusato il ministro degli esteri Joseph Deiss reo, stando al gruppo UDC, di non prendere sul serio i verdetti popolari e di interpretarli a suo vantaggio.

Domenica i cittadini hanno bocciato la strategia del governo che ha come obiettivo l’adesione all’Unione europea. Non si tratta quindi, afferma la nota, di spostare a tempi più propizi la domanda di adesione come affermato dal consigliere federale Joseph Deiss. Il gruppo chiede quindi un rimescolamento dei dipartimenti che tenga conto del malumore popolare e che rafforzi la fiducia della popolazione nel governo.

Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto sui prossimi negoziati bilaterali che Berna intende intavolare con Bruxelles. I deputati UDC si chiedono se le concessioni sul segreto bancario, che Berna dovrebbe fare per partecipare allo spazio di Schengen, non siano eccessive.

L’abolizione dell’Ufficio dell’integrazione, conclude la nota, è la logica conclusione della votazione di domenica: la struttura è diventata superflua e non fa altro che scialacquare denaro dei contribuenti.

swissinfo e agenzie

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