La Francia ratificherà gli accordi bilaterali entro la fine del 2001
La Francia intende ratificare gli accordi bilaterali tra Svizzera ed Unione Europea entro la fine dell'anno e Parigi non ne approfitterà per fare pressioni sul segreto bancario elvetico. Lo ha assicurato venerdì a Berna il ministro degli esteri Hubert Védrine al suo omologo svizzero Joseph Deiss.
La ratifica dell’accordo sulla libera circolazione delle persone è a buon punto, ha dichiarato Védrine alla stampa al termine della sua visita in Svizzera, iniziata giovedì sera. Il consiglio dei ministri si occuperà del dossier «al più tardi a metà giugno» e il parlamento si pronuncerà nella sessione autunnale.
Presentata come la principale causa del ritardo nella ratifica, la questione dell’assicurazione malattia dei lavoratori frontalieri non dovrebbe rallentare il calendario previsto, secondo il capo della diplomazia francese. A suo avviso, si tratta di un «problema interno» che deve essere regolato a Parigi.
La Francia è uno dei sei paesi dell’UE (con Germania, Belgio, Finlandia, Irlanda e Olanda) che ancora non hanno ratificato il testo sulla libera circolazione delle persone, uno dei sette accordi bilaterali tra Svizzera e Unione Europea firmati nel 1999. Deiss ha ribadito di sperare che gli accordi possano entrare in vigore all’inizio del 2002.
Francia pronta a negoziati bis
Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha approfittato dell’incontro per riferire al suo omologo che Berna è pronta ad una seconda tornata di negoziati. Védrine ha da parte sua assicurato che Parigi sosterrà la Svizzera nelle future discussioni, e non solo sui dossier lasciati in sospeso durante i primi accordi bilaterali, ma anche su quelli della sicurezza, legati alle convenzioni di Schengen e di Dublino.
Il ministro degli esteri francese si è dichiarato favorevole «a tutto ciò che può rafforzare la collaborazione» fra Berna e Bruxelles, spiegando che pochi Stati sono così «eurocompatibili» come la Svizzera, paese che «ha evidentemente il suo posto» nell’Unione.
In questa ottica è da escludere di mettere sotto pressione Berna: in materia di riciclaggio la Svizzera condivide gli obiettivi dell’UE. E la Francia è pronta ad accettare le «specificità elvetiche» (il segreto bancario) se Berna partecipa «a modo suo» agli sforzi europei di lotta all’evasione fiscale, ha garantito Védrine.
Deiss ha assicurato la buona volontà da parte svizzera, dichiarando che Berna proporrà «soluzioni equivalenti» a quelle in vigore nell’UE ma che non è disposta a cedere sul segreto bancario. Dal canto suo l’Unione Europea – ha aggiunto – dovrà garantire «l’impermeabilità» del sistema che sta mettendo in opera. Inoltre la piazza finanziaria svizzera non intende limitare le proprie attività a profitto di altre piazze mondiali, ha ricordato il ministro elvetico degli affari esteri.
Il capo della diplomazia elvetica ha anche approfittato della visita di Védrine per ringraziare la Francia del sostegno che dà alla Ginevra internazionale. Riguardo alle relazioni estere i due ministri hanno discusso, oltre che dell’ONU, anche della situazione nei Balcani e in Medio oriente. Secondo Deiss, Berna e Parigi «hanno le stesse opinioni sulle soluzioni da promuovere» nel conflitto israelo-palestinese.
swissinfo e agenzie
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