La frontiera di Chiasso chiusa per i manifestanti anti G8
Venticinque cittadini tedeschi, partiti da Bielefeld in bicicletta ed intenzionati a recarsi a Genova per protestare contro il G8, sono stati invitati sabato a Chiasso dai doganieri italiani a fare dietrofront. Dopo un breve sit-in, il gruppetto ha inforcato le biciclette ed è tornato a Lugano.
Nella località sulle rive sul lago Ceresio il gruppetto aveva già fatto tappa venerdì, con l’idea di riprendere il viaggio il giorno dopo in direzione della città ligure, dove nella fine di settimana si terrà il vertice tra gli otto capi di Stato dei Paesi più industrializzati del mondo.
Ad attenderli a Ponte Chiasso c’erano però venti funzionari italiani, la metà dei quali in tenuta anti-sommossa. Il capo della dogana italiana ha dichiarato che solo a tre dei 25 giovani è stata negata l’entrata in Italia: tuttavia il gruppo, dopo un breve sit-in di protesta, ha preferito fare marcia indietro e tornare a Lugano.
Durante il loro viaggio attraverso la Svizzera, hanno dichiarato alcuni membri della spedizione anti-globalizzazione, il gruppetto è stato sorvegliato dalle varie polizie cantonali. Per assicurare lo svolgimento del vertice in condizioni ottimali ed evitare quanto successo quest’anno a Göteborg,in Svezia, l’Italia ha preso misure di sicurezza eccezionali, che toccano anche le frontiere: per l’occasione il trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone è stato sospeso.
swissinfo e agenzie
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