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La Libia denuncia le autorità ginevrine

La Libia ha presentato denuncia civile mercoledì contro il Cantone di Ginevra a causa del temporaneo arresto del figlio del colonnello Muhammar Gheddafi e di sua moglie lo scorso luglio.

Lo ha dichiarato all’agenzia stampa ATS l’avvocato ginevrino che tutela gli interessi di Tripoli in Svizzera, Charles Poncet, confermando una notizia della televisione della Svizzera francese.

La denuncia, alla quale è associata la coppia Gheddafi, è stata sporta presso il Tribunale di prima istanza di Ginevra. Il documento di 60 pagine afferma in sostanza che l’arresto di Hannibal e Aline Gheddafi è stato «sproporzionato» e contrario a vari regolamenti.

La denuncia critica particolarmente i mezzi di polizia – una ventina di agenti – impegnati in occasione dell’intervento, avvenuto il 15 luglio scorso, per presunti maltrattamenti subiti da due domestici.

La coppia Gheddafi invoca inoltre il rifiuto, da parte della magistratura locale, di dar seguito a una denuncia per furto presentata contro ignoti due giorni prima di essere arrestata.

Il documento ritiene che l’arresto sia avvenuto in violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari e giudica «astronomica» la cauzione di 200’000 e 300’000 franchi chiesta dalle autorità ginevrine per la liberazione della coppia.

La Libia e i coniugi Gheddafi chiedono la condanna del cantone di Ginevra a pagare un risarcimento per danni materiali di oltre 474’000 franchi, nonché un indennizzo per torto morale di 20’000 per ognuno dei coniugi e di 10’000 franchi per il figlio, nato poco tempo dopo l’episodio.

swissinfo e agenzie

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