La sessione dei giovani conclusa con un catalogo di rivendicazioni
Con la consegna di un catalogo di petizioni si è conclusa sabato a Berna l'ultima giornata della Sessione dei giovani. Presente il presidente Adolf Ogi, i 200 parlamentari in erba hanno chiesto un maggiore impegno nel campo dell'aiuto umanitario.
Nell’ultima delle tre giornate di lavori parlamentari della Sessione 2000 dei giovani è intervenuto anche il presidente della Confederazione. Rivolgendosi alla platea Adolf Ogi ha spiegato che «Svizzera e democrazia sono sinonimi».
Ogi ha indicato di aver consultato il sito internet, dedicato alla sessione e di essere rimasto sorpreso quando ha scoperto che tra i temi in discussione vi era un capitolo intitolato «Svizzera e democrazia?» formulato in forma interrogativa.
Il sistema politico elvetico è forse «complicato e lento», ma è prima di tutto una democrazia: una democrazia col punto esclamativo e non interrogativo, ha precisato il presidente della Confederazione. Ogi ha anche spiegato di aver approfittato dei viaggi all’estero, compiuti nella veste di presidente, per illustrare al mondo che «Svizzera e democrazia» sono un binomio inscindibile.
Ogi ha quindi invitato i «futuri parlamentari e consiglieri federali» a non dimenticare i sentimenti nello svolgimento della carriera politica. Una persona senza emozioni, ha detto, non può durare nel tempo.
Al termine della sessione, i 200 giovani, giunti da tutta la Svizzera, hanno consegnato al presidente del Consiglio nazionale Hanspeter Seiler un catalogo contenente undici petizioni incentrate sulla domanda «Svizzera e democrazia?». In esse si chiede un rafforzamento dell’aiuto umanitario.
Oltre a ciò, il Consiglio federale è stato invitato a dotarsi delle basi legali necessarie per schedare i militanti di estrema destra. Nella lista, hanno precisato, dovrebbero essere iscritti coloro che partecipano a manifestazioni estremiste che sfociano in atti di violenza contro le cose o le persone. A finire schedati dovrebbero essere inoltre coloro che diffondono tesi volte a propagare l’odio etnico.
I giovani hanno pure invocato un’armonizzazione cantonale nel settore della formazione, il miglioramento delle prestazioni sociali per bassi redditi e il congedo maternità pagato.
La sessione si è conclusa su una «nota stonata», ha detto il segretario dell’assemblea dei giovani Silvan Meier. A parere degli uffici delle due Camere, infatti, Palazzo federale non sarebbe più in grado in avvenire di ospitare le sessioni dei giovani. I «parlamentari in erba» hanno quindi espresso la propria delusione per il possibile «sfratto».
Hanspeter Seiler e il presidente della Confederazione, Adolf Ogi, hanno espresso tutta la loro comprensione per la delusione dei giovani. Il consigliere federale ha promesso tuttavia che interverrà personalmente per evitare che la decisione diventi realtà.
swissinfo e agenzie
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