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Democrazia diretta in Svizzera

La sessione delle camere a Lugano costerà 2 milioni più del solito

Durante la prossima sessione, la sala del Consiglio nazionale, come quella del Consiglio degli Stati, rimarrà vuota Keystone Archive

Le maggiori uscite sono dovute soprattutto alla trasferta e alle infrastrutture tecniche. Una vera e propria autostrada informatica collegherà Lugano a Berna. Parlamentari, giornalisti, impiegati della Confederazione e tecnici dovranno trasferirsi per tre settimane. Frattanto si parla già di una futura sessione anche nei Grigioni.

Il Consiglio nazionale sarà però costretto a rinunciare al voto elettronico. Un trasferimento dell’impianto sarebbe stato troppo costoso, per cui, al momento di votare, i deputati saranno dunque costretti ad alzarsi in piedi.

Entro il 1° marzo, nel Palazzo dei Congressi si dovranno istallare 150 linee telefoniche e oltre 100 computer. Se nel 1993, per la sessione di Ginevra, la Confederazione poteva ottenere dalle PTT ciò che voleva, con Swisscom la musica è cambiata: per l’impianto di ogni linea telefonica la tariffa richiesta ai Servizi del parlamento è di 150 franchi.

Gli studi radio-televisivi si troveranno negli scantinati dell’edifico, ma sarà ancora necessario praticare dei fori nei muri per permettere il passaggio dei cavi di collegamento. Per 13 giorni, i dibattiti delle due Camere saranno ritrasmessi a Berna in video-conferenza.

La trasferta in Ticino dovrà costare il meno possibile alla Confederazione. Ogni centesimo è soppesato. Il maggior costo preventivato è comunque di circa 2 milioni di franchi, di cui 600 mila per gli impianti tecnici, ha precisato il coordinatore tecnico Renzo Lazzarini.

La sessione di Lugano dovrebbe costare complessivamente 3,250 milioni di franchi, ossia 250’000 franchi al giorno, contro i circa 1,3 milioni di una normale sessione bernese. Ciò significa che i costi saranno 2,5 volte superiori. La trasferta e la tecnica non sono gli unici responsabili di questo maggiore onere: per 13 giorni la traduzione dei dibattiti in italiano costerà circa 150 mila franchi. Si trasferiranno a Lugano anche cinquanta collaboratori dei Servizi del parlamento. Fattura: circa 135 mila franchi.

Per riferire dei lavori della sessione sono attesi oltre 100 giornalisti, per cui nel Palazzo dei Congressi saranno messi a disposizione 80 posti di lavoro, mentre altri uffici saranno ubicati in alcuni hotel vicini.

«Vogliamo avvicinare il Ticino al resto della Svizzera e la popolazione ticinese alla Berna federale», ha spiegato Alessandro Delprete, portavoce dei Servizi del parlamento. Numerose scolaresche sono già sin d’ora state invitate a seguire i dibattiti.

Le trasferte del parlamento non sono cosa nuova. In precedenza, nel 1993, le camere si erano riunite a Ginevra, e sembrava dovesse rimanere un evento unico. Ora però i parlamentari sembrano meno restii a lasciare Berna. E si sta profilando il progetto di una sessione nei Grigioni.

Durante il dibattito al Consiglio degli stati sulla sessione ticinese, il democratico di centro grigionese Christoffel Brändli aveva sottolineato la necessità di tener conto anche della minoranza romancia. In dicembre il senatore aveva poi scritto all’ufficio del Consiglio degli stati, perché esamini la possibilità di una sessione nei Grigioni.

Luogo e data rimangono aperti. Secondo Brändli, bisognerebbe lasciar trascorrere almeno 5-10 anni tra ogni sessione fuori Berna. L’ufficio dovrebbe discutere la questione con il consigliere agli stati.

swissinfo e agenzie

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