La Svizzera incoraggia Sharon a trovare un accordo con i palestinesi
La Svizzera continua ad avere fiducia nel processo di pace in Medio Oriente. Mercoledì ha chiesto ad Ariel Sharon, vincitore delle elezioni a primo ministro, di cercare una soluzione con i palestinesi nel rispetto delle risoluzioni dell'ONU.
Anche se il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non commenta di norma le elezioni all’estero, ha «incoraggiato il futuro governo diretto da Ariel Sharon a fare tutto il possibile per giungere al più presto ad un accordo con i palestinesi», ha reso noto il portavoce Livio Zanolari.
La Svizzera auspica che le discussioni si basino sul diritto internazionale e sugli ultimi progressi registrati dall’amministrazione Barak. Berna è pure convinta che i negoziati debbano tener conto delle risoluzioni 242 e 338 dell’ONU per il principio «Land for peace» (terra contro pace).
La Svizzera punta sullo sviluppo di buone relazioni con Israele. L’arrivo di Ariel Sharon al potere non dovrebbe avere conseguenze sui legami fra Berna e lo Stato ebraico.
Durante il viaggio in Siria, lo scorso anno, il consigliere federale Joseph Deiss, ministro degli esteri, aveva però irritato Israele dichiarandosi favorevole ad un ritorno delle frontiere del 1967.
swissinfo e agenzie
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