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La Svizzera membro a pieno titolo nel Patto di stabilità per i Balcani

La Svizzera opera fattivamente nei Balcani per passare dalla gestione della crisi alla ricostruzione e allo sviluppo economico Keystone

La Svizzera è entrata a pieno titolo nel Patto di stabilità per i Balcani, dove finora aveva solo lo statuto di osservatore. Lo ha annunciato giovedì a Berna il consigliere federale Joseph Deiss, durante la conferenza stampa sull'adesione all'ONU.

La Svizzera, così come Canada, Norvegia e Giappone, aveva ricevuto lo scorso 8 giugno l’assicurazione che avrebbe potuto mutare statuto ed entrare nel Patto se non ci fossero state riserve da parte dei paesi fondatori. Entro il termine fissato, cioè ieri, nessuno si è opposto, quindi Berna è a parte intera in questo organismo istituito un anno fa.

Il Patto rappresenta l’impegno politico per un coordinamento nella regione dei Balcani che permetta di passare dalla gestione della crisi alla diplomazia preventiva, per giungere alla ricostruzione e allo sviluppo economico. Berna, che da subito ha preso parte ai lavori del Patto, ha sempre chiesto di poter aderire a pieno titolo e il segretario di Stato Franz von Däniken era arrivato a minacciare lo scorso marzo una riduzione dell’aiuto elvetico qualora la sua richiesta non fosse stata presa in considerazione.

Il presidente bulgaro Petar Stoyanov, che giovedì era in visita a Berna, si è rallegrato per l’adesione della Svizzera, mentre il ministro degli esteri elvetico Joseph Deiss si è detto fiducioso alla filosofia del Patto, che deve condurre alla pace nei Balcani e alla stabilità nella regione.

swissinfo e agenzie

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