La Svizzera potenzia gli aiuti per i profughi afgani
La Svizzera si sta preparando ai più drammatici scenari per i profughi afgani. Già consistente prima degli attentati terroristici dell'11 settembre negli Stati Uniti, il loro afflusso nei paesi confinanti continua a crescere. In funzione dell'evolvere della situazione politica, i rifugiati supplementari potrebbero essere 2 milioni.
La Confederazione vuole quindi prepararsi e aumentare gli aiuti d’emergenza, spiega il responsabile per l’Afghanistan presso la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) Willy Lenherr. La sezione dell’aiuto umanitario della DSC si prepara, insieme al Programma alimentare mondiale (PAM) dell’ONU, per i soccorsi in vista della nuova ondata di profughi.
Da quando il personale straniero delle organizzazioni umanitarie, per motivi di sicurezza, ha lasciato l’Afghanistan, è stata intrapresa una ristrutturazione delle attività nelle zone di frontiera. La DSC mantiene attualmente il suo personale nei campi per rifugiati esistenti e in quelli che si stanno progettando a ridosso dei confini afgani. Nella regione sono rimasti anche esperti svizzeri di logistica e di allestimento dei campi.
La DSC ha già chiesto alla Confederazione un supplemento di credito di 4 milioni di franchi. Intende inoltre riunire ulteriori contributi finanziari, fra i sei e gli otto milioni di franchi, assieme agli enti dell’ONU.
swissinfo e agenzie
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