Le due iniziative popolari per modificare l’età del pensionamento
Per gli autori delle due iniziative, l'attuale sistema pensionistico svizzero è superato. Propongono che uomini e donne, se lo desiderano, possano andare in pensione a 62 anni. Governo e Parlamento ritengono però che i costi sarebbero troppo alti.
L’aumento costante della durata di vita della popolazione ci pone di fronte al problema del finanziamento della previdenza sociale. La prevista esplosione del tasso di popolazione di più di 65 anni, a partire dal 2005, provocherà un’impennata delle spese necessarie per assicurare a queste persone una pensione decente.
Alla fine del 1998, il disavanzo dell’AVS era già di quasi 1 miliardo e 400milioni di franchi, ma alcuni ricercatori hanno pronosticato un deficit di 3miliardi di franchi nel 2010. Nel frattempo, però, la situazione economica è migliorata in Svizzera e questo potrebbe comportare una schiarita anche per l’assicurazione vecchiaia e superstiti.
È però certo che la riforma del sistema di previdenza sociale resterà uno dei grandi dibattiti politici dei prossimidecenni.
L’AVS: MEZZO SECOLO DI STORIA
Nel 1948, al momento della sua entrata in vigore, l’Assicurazione vecchiaia e superstiti prevedeva il pensionamento a 65 anni per tutti. Permettere un pensionamento a 63 anni per le donne sarebbe costato troppo.
Nel 1957, al momento della quarta revisione, l’età di pensionamento delle donne fu abbassata a 63 anni, perché, si disse, il vigore delle donne declina più rapidamente. Sette anni più tardi, con la sesta revisione, questa età fu abbassata a 62 anni. Il modello 62/65 è rimasto immutato per 30 anni.
Nel 1993, a sorpresa, il Consiglio nazionale decide che l’età di pensionamento delle donne sarà portata a 64 anni. Si tratta di una misura per contribuire a risanare un’assicurazione perennemente nelle cifre rosse. La ministra dell’interno Ruth Dreifuss pubblica allora una lettera polemica nella quale afferma apertamente che questo innalzamento non si giustifica.
La sinistra si mobilita e, nel 94, lancia quattro iniziative popolari. La prima, contro l’innalzamento dell’età, è stata bocciata nel 98 e la decima revisione è così potuta entrare in vigore, con l’innalzamento del pensionamento delle donne a 63 anni nel 2001 e a 64 anni a partire dal 2005.
Oltre alle due iniziative sulle quali siamo chiamati a pronunciarci in novembre, resta una quarta iniziativa ecologista che propone di tassare l’energia per finanziare il pensionamento anticipato.
Intanto, è in corso l’undicesima revisione dell’AVS, il cui difficile scopo è quello di conciliare il risanamento finanziario e l’introduzione di una certa flessibilità dell’età del pensionamento. Il dibattito in parlamento su questa revisione dovrebbe svolgersi nel corso della sessione di primavera del 2001.
GLI OBBIETTIVI DELLE DUE INIZIATIVE
Per gli autori delle due iniziative, la rigidità della definizione dell’età di pensionamento non corrisponde più alle condizioni di vita di gran parte della popolazione, che aspira invece a una maggiore flessibilità.
L’iniziativa denominata “a favore di un’AVS flessibile – contro l’aumento dell’età di pensionamento per le donne” è stata inoltrata nel 1996 da un comitato formato dalla Società svizzera degli impiegati di commercio e dalla Federazione delle società svizzere d’impiegati.
Essa vuole introdurre un’AVS più flessibile e realizzare l’uguaglianza fra uomini e donne per quanto riguarda l’età della pensione. Prevede una rendita di pensionamento a partire dall’età di 62 anni compiuti per uomini e donne. Una rendita piena sarebbe riscossa in caso di cessazione completa dell’attività lucrativa o se quest’ultima permette di realizzare soltanto un guadagno modesto. Spetterebbe al legislatore stabilire l’età a partire dalla quale la rendita completa sarebbe riscossa senza condizioni preliminari.
Da parte sua, la seconda iniziativa, denominata “per un’età di pensionamento flessibile: dai 62 anni per donne e uomini” è stata lanciata sempre nel 1996 dal partito ecologista svizzero. È molto simile alla prima iniziativa. Oltre alla riscossione di una rendita intera in caso di cessazione dell’attività professionale, prevede l’introduzione di una rendita parziale in caso di attività lucrativa a tempo parziale. La legge dovrebbe anche potere diminuire i limiti di età e prevedere, a determinate condizioni, una riscossione anticipata della rendita.
GOVERNO E PARLAMENTO
Il Consiglio federale propone di respingere entrambe le iniziative, perché condurrebbero a un abbassamento generale dell’età di pensionamento con conseguenze considerevoli per quanto riguarda i costi. Il governo privilegia la ricerca di soluzioni nell’ambito dell’undicesima revisione dell’AVS in corso.
In parlamento, le due iniziative sono pure state bocciate. Il Consiglio nazionale ha respinto i due testi con 107 e 108 voti contro 68, mentre il Consiglio degli Stati le ha bocciate con 32 e 31 voti contro 3.
Mariano Masserini
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