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Democrazia diretta in Svizzera

Le reazioni alle dimissioni di Ogi

Il congedo dalla scena politica da parte di Ogi riapre per i partiti di governo la questione del ruolo dell'UDC in Consiglio federale Keystone

Espressioni di rispetto per la figura del popolare consigliere federale bernese e rammarico per le sue dimissioni: in questo solco si muovono le reazioni alle dimissioni di Adolf Ogi.

Il vice-presidente della Confederazione Moritz Leuenberger ha espresso a nome del Consiglio federale tristezza per la decisione di Ogi di lasciare il governo.

Tra i partiti di governo, il Partito radicale democratico ha fatto sapere di essere rammaricato per le dimissioni. Con Ogi il Consiglio federale perde un’importante figura di integrazione per tutte le svizzere e gli svizzeri. Secondo il PRD l’Unione democratica di centro – in quanto forza politica di primo piano – dovrà continuare ad essere rappresentata in governo, ma è necessario che il partito si comporti di conseguenza. Il portavoce del PRD Johannes Matyassy ha detto di capire personalmente le ragioni delle dimissioni, ma di esserne rammaricato perché il suo partito avrebbe voluto portare a termine assieme ad Ogi ancora molti progetti in corso.

Da parte sua il Partito popolare democratico, per bocca del portavoce Paul Felber, ha detto di rispettare la decisione di Ogi di ritirarsi all’apice della carriera politica. L’attuale presidente della Confederazione avrebbe raggiunto importanti obiettivi sia come ministro dei trasporti, sia come ministro della difesa. Le sue prestazioni sarebbero da valutare ancora più positivamente, in quanto egli sarebbe stato “un consigliere federale senza un proprio partito.” L’UDC l’avrebbe spesso lasciato da solo.

Rincrescimento per la partenza di Ogi è stato espresso anche dal Partito socialista. La portavoce Ursula Dubois ha riferito che il PSS discuterà tutte le possibilità che ora si aprono e che valuterà internamente come dovrà svilupparsi la cooperazione tra i partiti nella prospettiva della successione del consigliere UDC. La posizione del PSS verso l’UDC dovrà essere ripensata a fondo.

Rammarico, dunque, ma «la formula magica» non dovrebbe cadere. Così i presidenti dei partiti rappresentati in Consiglio federale hanno reagito all’annuncio delle dimissioni del presidente della Confederazione Adolf Ogi.

Christiane Brunner, neopresidente dei socialisti, si è detta sorpresa del ritiro di Ogi proprio nell’imminenza di votazioni importanti sul futuro dell’esercito. A Ogi, ha affermato, si può dare una buona pagella «perché ha sempre lavorato per una Svizzera aperta e sociale». La nota dolente è che non è riuscito a far confluire l’UDC sulle posizioni da lui sostenute.

Nello scorso dicembre, quando si trattava di confermare i consiglieri federali, il PS ha votato in modo massiccio per Ogi nella speranza che sarebbe riuscito a imporre il suo programma all’interno del partito. «Ora bisognerà discutere sui vari scenari possibili» e «non sarà possibile sottrarsi al dibattito sulla formula magica». Una possibilità è che l’UDC passi all’opposizione: «ma prima di prendere una decisione abbiamo tempo».

Adalbert Durrer, presidente del PPD svizzzero, ha detto di «rammaricarsi molto» delle dimissioni di Ogi, aggiungendo che la presenza dell’UDC in Consiglio federale «non è minimamente in discussione». Durrer ha sottolineato le qualità umane del presidente della Confederazione – un «montanaro aperto e onesto, molto amato dalla popolazione» – ma anche i suoi pregi politici, sia nella veste di ministro dei trasporti, sia come ministro della difesa. È un uomo, ha detto Durrer, che ha contribuito ad aprire la Svizzera verso il resto del mondo.

Anche per il presidente dei radicali Franz Steinegger «è poco probabile» che l’UDC venga esclusa dal Consiglio federale. Il PLR è sempre stato dell’avviso che il governo debba riflettere la forza dei partiti rappresentati in parlamento. «A meno che una forza politica si posizioni al di fuori delle norme». La questione è aperta, soprattutto dopo che «l’UDC ha appoggiato l’iniziativa anti- stranieri del 18 percento». Ma «è poco probabile che la formula magica venga disattesa» quando si tratterà di designare il successore di Ogi.

«Sentiremo la sua mancanza», ha commentato il presidente dell’UDC Ueli Maurer, secondo il quale «con la partenza di Ogi il nostro partito perde un ministro di valore». È vero che l’UDC non condivide le posizioni difese da Ogi in politica estera, ma è una figura «molto apprezzata, per non dire amata».

Dopo aver precisato che la direzione dell’UDC è stata informata delle dimissioni martedì pomeriggio, Maurer ha indicato le scadenze in vista della successione. Le sezioni cantonali dovranno annunciare eventuali candidature entro il 20 novembre. La designazione ufficiale del futuro ministro avverrà il 28 novembre, quando è convocato il gruppo parlamentare dell’UDC. L’elezione da parte dell’Assemblea federale è programmata per il 6 dicembre e i festeggiamenti del neo eletto si terranno il 14.

Ueli Maurer ha elencato tutta una serie di possibili candidati e non si è pronunciato quanto all’eventualità di una doppia candidatura. Nessun partito di governo, ha assicurato, contesta il diritto dell’UDC a un seggio in governo.

Parole di lode anche dagli ambienti economici e padronali che, come sottolinea economiesuisse, hanno riconosciuto di aver svolto assieme al consigliere federale dimissionario un buon lavoro.

Sulle dimissioni di Adolf Ogi si è espresso anche i segretario generale dell’ONU. Kofi Annan, ha lodato l’impegno internazionale di. Ogi che ha contribuito in modo essenziale a rafforzare l’aurea della Svizzera. Lo scorso mese di agosto Kofi Annan ed Adolf Ogi avevano trascorso assieme una breve vacanza di due giorni nelle montagne bernesi.


swissinfo e agenzie

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