Maestri e infermieri protestano a Berna
Gli insegnanti e il personale ospedaliero del cantone di Berna hanno incrociato martedì le braccia per rivendicare aumenti sariali e migliori condizioni di lavoro. Un altro segnale di malcontento per le misure di risparmio a livello cantonale.
Non si tratta propriamente di uno sciopero, ha detto la portavoce del Sindacato dei servizi pubblici Bettina Dauwalder, bensì di «una giornata di azione che prevede interruzioni del lavoro».
Il personale infermieristico, analogamente a quel che accade normalmente nei giorni festivi, martedì ha deciso di garantire soltanto le urgenze, mentre gli insegnanti hanno interrotto le lezioni dalle 10.00 alle 12.00.
Il sindacato dei servizi pubblici e quello dei docenti rivendicano per i loro affiliati la piena compensazione del rincaro. Denunciano inoltre la politica di austerità seguita dal governo cantonale, che rischia di compromettere la qualità dell’insegnamento e delle cure ai pazienti. In sostanza, affermano i sindacati, il personale, seppur ridotto, è stato chiamato in questi anni a garantire un numero crescente di prestazioni.
Il consigliere di Stato Samuel Bhend (PS), responsabile del Dipartimento cantonale della sanità, ha detto di comprendere le rivendicazioni del personale ospedaliero. Mario Annoni, responsabile del Dipartimento dell’educazione, pur non autorizzando la giornata di protesta degli insegnanti, ha rinunciato a prendere contromisure.
La giornata di azione bernese si inserisce in una serie di manifestazioni analoghe che negli ultimi mesi hanno interessato il settore pubblico nei cantoni. Sempre a Berna, nel giugno scorso genitori e scolari hanno manifestato insieme contro le misure cantonali di risparmio nel settore dell’educazione, consegnando alle autorità una petizione con oltre 13’000 firme. E nel marzo 2000 il Tribunale federale aveva dato ragione agli insegnanti bernesi che avevano presentato ricorso contro una decisione del Canton Berna di congelare gli aumenti salariali.
Sul piede di guerra anche il personale cantonale e cittadino zurighese. Il 15 settembre gli insegnanti zurighesi hanno interrotto per un’ora le attività didattiche, per chiedere in particolare una riduzione del numero di lezioni. E il 25 settembre 5000 persone sono scese in piazza a Zurigo per chiedere migliori condizioni di lavoro e soprattutto un adattamento degli stipendi al rincaro nel settore pubblico.
swissinfo e agenzie
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