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Marea di “no” contro l’iniziativa “per costi ospedalieri più bassi”

In molti cantoni, oltre l'80 percento dell'elettorato ha respinto le proposte della Denner Keystone

Chiarissimo verdetto di condanna per l'iniziativa della catena di supermercati Denner. I cittadini non hanno creduto alle promesse di diminuzione dei costi ospedalieri e hanno seguito le raccomandazioni del governo e del parlamento.

Nessun dubbio, i risultati definitivi indicano che gli svizzeri non hanno accordato gran credito ai promotori, tra cui figurava anche il consigliere nazionale ticinese della Lega Flavio Maspoli. Tutti i cantoni hanno bocciato l’iniziativa. La percentuale di “no” a livello nazionale è stata dell’82 percento. Da notare che il Ticino ha fatto registrare il 30 percento di consensi, che costituisce la percentuale più elevata di tutto il paese. La Lega dei ticinesi era l’unico partito ad avere appoggiato l’iniziativa.

Per gli avversari di questa iniziativa, una sua approvazione avrebbe messo in pericolo le cure ambulatoriali. Secondo Franco Cavalli, medico e consigliere nazionale socialista, si è scampato un grosso pericolo. Per il sistema sanitario svizzero, le proposte dell’iniziativa sarebbero state disastrose.

Per Hans Jacob Heitz, co-presidente del comitato organizzativo, il risultato negativo era previsto. Secondo Heitz, il cattivo risultato è dovuto ai mezzi finanziari limitati a disposizione del comitato.

L’iniziativa voleva limitare l’obbligo dell’assicurazione malattie alla copertura della degenza in ospedale. Uno scopo degli iniziativisti era quello di limitare le risorse finanziarie nel settore della salute per obbligare i fornitori di cure a razionalizzare l’offerta, a coordinare l’acquisto di attrezzature tecniche e a rivedere gli investimenti. Per loro, la legge sull’assicurazione malattia ha fallito i suoi obbiettivi: i premi da pagare continuano a salire e la solidarietà fra giovani e anziani e fra donne e uomini non si è realizzata.

Queste proposte erano riuscite soltanto a creare l’unanimità contro di loro. Per il Consiglio federale, l’iniziativa era contraria al ruolo sociale dello Stato sancito dalla Costituzione federale. Inoltre, non sarebbe stata facilmente compatibile con la libera circolazione delle persone prevista dagli accordi settoriali conclusi con l’Unione europea.

Mariano Masserini

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