Metodi intollerabili per una campagna elettorale
Così sono stati definiti, dal presidente della confederazione, Moritz Leuenberger, i modi con cui gli ambienti vicini a Christoph Blocher, contrari alla revisione della legge militare, hanno condotto la loro campagna in vista della votazione del 20 giugno.
Il presidente della Confederazione ha stigmatizzato la campagna promossa dalle cerchie vicine al consigliere nazionale Christoph Blocher (UDC/ZH) contro la revisione della legge militare, in votazione il 10 giugno prossimo. La correttezza e il senso della misura – afferma Moritz Leuenberger – sono stati persi.
La revisione della legge militare è stata contrastata con immagini e parole che richiamano inevitabilmente alla mente periodi infelici: «bare, fosse, cimiteri di guerra, croci svizzere deformate in pistole», ha detto Leuenberger, intervenendo al congresso del Sindacato del personale dei trasporti (SEV) a Berna.
Mercoledì, nella sua seduta settimanale, il Consiglio federale si era già espresso sull’argomento, affermando che la cultura politica del paese è stata avvelenata in un modo non più tollerabile e che ciò lascia presagire qualcosa di non buono per il futuro.
Alla propaganda «finanziata da alcuni miliardari» si potrà rispondere alle urne in un solo modo, ha detto Leuenberger: «votando sì, diremo sì anche a un dialogo ragionevole e condanneremo questi metodi propagandistici di cui non abbiamo bisogno nel nostro paese».
swissinfo e agenzie
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