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New York, sessione ECOSOC su umanitario: la Svizzera vuole migliorare la sicurezza

La sicurezza del personale preoccupa la Svizzera. Nella foto del 19 aprile 1998, rapitori somali minacciano con un'arma ostaggi del CICR Keystone

Il personale umanitario impegnato nelle regioni di crisi deve poter beneficiare di una protezione adeguata. Lo ha chiesto la Svizzera alla Sessione 2000 del Consiglio economico e sociale dell'Onu (ECOSOC) svoltasi a New York.

Stati e organizzazioni hanno dibattuto fino a tarda serata venerdì sui problemi legati all’azione umanitaria. «Gli uomini e le donne impegnati sul terreno sono gli attori più preziosi per la nostra attività», ha detto Charles Rädersdorf, capo del Corpo svizzero di aiuto in caso di catastrofe (ASC). La comunità internazionale deve quindi garantire che il personale sia in grado di svolgere i propri compiti in piena sicurezza. Per raggiungere questo obiettivo sono però necessari importanti mezzi finanziari, ha sottolineato Rädersdorf.

Il capo della DSC ha aggiunto che è pure necessaria una coordinazione tra le persone impegnate sul terreno e il seggio dell’Onu per facilitare, con la collaborazione dei paesi membri delle Nazioni Unite, l’accesso alle vittime di guerre e catastrofi naturali.

Rädersdorf è inoltre dell’avviso che i numerosi progressi tecnologici siano in grado di migliorare l’efficacia delle azioni umanitarie. La Svizzera intende impegnarsi maggiormente affinché tutte le nuove conoscenze tecnologiche acquisite siano accessibili a tutte le organizzazioni umanitarie, ha spiegato.

Quanto accaduto giovedì in Angola illustra alla perfezione le richieste elvetiche: la comunità elvetica dei missionari della Salette è stata attaccata. Quattordici dei membri e almeno 20 civili, tutti di nazionalità angolana, sono stati rapiti.

swissinfo e agenzie

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