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Niente più soldati-bambino sui campi di battaglia

Secondo un rapporto, al mondo esistono circa 300'000 bambini-soldato sparsi in 41 diversi paesi Keystone

Basta con la piaga dei soldati-bambino: il Consiglio federale ha approvato il messaggio riguardante il protocollo facoltativo alla Convenzione sui diritti del fanciullo che vieta la partecipazione a conflitti armati di giovani sotto i diciotto anni.

All’elaborazione del protocollo – firmato da 81 Stati, tra cui la Svizzera, e ratificato da altri 5 – ha contribuito anche Berna, indica mercoledì una nota del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Il protocollo facoltativo elaborato in sede Onu, precisa il DFAE, completa la Convenzione sui diritti del fanciullo eliminando una contraddizione interna alla stessa: la Convenzione, infatti, pur estendendo ad ogni persona sotto i diciotto anni il diritto alla protezione garantita ai fanciulli, fissa a 15 anni l’età minima per partecipare a conflitti armati.

Il protocollo facoltativo elimina questa divergenza e, precisa la nota, migliora la protezione dei fanciulli su alcuni punti importanti. Oltre ad innalzare l’età di arruolamento, obbliga lo Stato contraente a portare a sedici anni l’età minima dell’arruolamento volontario e a «presentare una dichiarazione vincolante che indichi l’età minima a partire dalla quale lo Stato autorizza tale forma di arruolamento sul suo territorio». Stando al comunicato, la Svizzera intende andare oltre il protocollo e portare l’età di arruolamento volontario da sedici a diciottto anni.

I paesi che sottoscriveranno le nuove disposizioni dovranno inoltre preoccuparsi del reinserimento sociale dei soldati-bambino.

swissinfo e agenzie

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