Non mancano i volontari per “Swisscoy”
Malgrado la «sindrome dei Balcani» la campagna di reclutamento per la missione Swisscoy in Kosovo prosegue a buon ritmo: nelle ultime settimane i volontari annunciatisi al Dipartimento federale della difesa sono quasi 300 e «tutto si svolge normalmente come negli scorsi anni», ha detto Andreas Fink responsabile delle operazioni per il mantenimento della pace.
Le polemiche sorte a proposito delle munizioni contenenti uranio impoverito non sembrano quindi avere un effetto dissuasivo. Il reclutamento riguarda la costituzione di un quinto contingente da inviare in Kosovo in settembre. L’operazione dovrebbe concludersi a maggio e le candidature sono superiori alle disponibilità: un contingente è infatti formato da 160 soldati al massimo.
Il Dipartimento della difesa sottolinea comunque che non tutte le candidature corrispondono ai profili richiesti: sono ricercati in particolare specialisti del genio civile, ma anche meccanici, camionisti e impiegati di commercio. Il quinto contingente della Swisscoy inizierà la sua missione in Kosovo dopo un corso di formazione di sette settimane che si terrà a Bière (VD) ed in Austria. Il terzo contingente, dal canto suo, tornerà in Svizzera alla fine di marzo.
La Swisscoy ha quale compito l’assistenza logistica al battaglione austro-tedesco della KFOR. Si occupa in particolare della costruzione e della manutenzione dei campi e della distribuzione di acqua potabile.
swissinfo e agenzie
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