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Ogi in Bosnia per la chiusura della missione svizzera

Ogi aveva già visitato i beretti gialli in Bosnia nel 1998. Keystone / EPA Photo / Fehim Demir

Il presidente della Confederazione Adolf Ogi è giunto venerdì a Sarajevo per portare un saluto ai berretti gialli svizzeri, che lasceranno la Bosnia Erzegovina dopo quattro anni e mezzo. Circa 420 svizzeri hanno prestato servizio nella regione balcanica.

Il capo del Dipartimento federale della difesa (DDPS) è accompagnato dal capo di Stato maggiore generale, Hans-Ulrich Scherrer, dal presidente della Commissione di politica di sicurezza del Consiglio nazionale Boris Banga e dalla consigliera agli stati Christiane Langenberger (PLR/VD).

Circa 420 berretti gialli in totale hanno fornito aiuto logistico all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) in Bosnia dal 1996 al 2000. Punto forte della missione: il contributo in occasione delle prime elezioni del dopoguerra.

La Swiss Headquarters Support Unit (SHQSU), composta di 55 persone, in quattro anni ha consegnato 98,9 tonnellate di posta, fornito 24’755 ore di lavoro per riparazioni varie, percorso 3,7 milioni di chilometri sulle strade bosniache, volato per 4990 ore e realizzato 8110 consultazioni mediche.

Gli specialisti hanno lavorato in stretta collaborazione con piccole imprese locali. Oltre al campo base di Sarajevo, la SHQSU ha operato dalla basi di Mostar, Tuzla, Bihac e Banja Luka. Il costo totale della missione è stato i 46,9 milioni di franchi.

I berretti gialli, militari volontari non armati, di regola sono in servizio per sei mesi. I maggiori rischi ai quali sono esposti sono le mine e le condizioni di circolazione precarie. Attualmente si trovano ancora sul posto 40 soldati sotto il comando del tenente colonnello Jean-Philippe Gaudin, decimo comandante della forza dal 1996.

L’invio dei berretti gialli in Bosnia è stato deciso dal Consiglio federale nel gennaio del 1996. All’inizio dello scorso anno il loro mandato è stato prolungato per la quarta ed ultima volta. La missione in Bosnia ha aperto la via a quella della Swisscoy in Kosovo nell’autunno del 1999, il cui mandato è stato prorogato fino al 2001.

swissinfo e agenzie

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