The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Ospedali alla ricerca di infermieri per la penuria in Svizzera

Forse nel futuro del Centro ospedaliero universitario di Losananna ci saranno le infermiere rumene Keystone Archive

La Svizzera non forma un numero di infermiere e infermieri sufficiente. Da anni gli ospedali elvetici assumono personale infermieristico proveniente dai Paesi confinanti. Ma questa fonte rischia di prosciugarsi. Perciò negli ultimi tempi l'attenzione si è spostata ad est.

In Ticino per il momento il problema non è ancora così acuto come in Romandia e in alcuni cantoni della Svizzera tedesca, ha indicato il responsabile del personale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) Piero Luraschi. Anche se a livello cantonale si riesce a formare solo circa la metà del fabbisogno infermieristico, per il resto si fa capo all’Italia, alla Svizzera tedesca e in parte a quella romanda.

C’è una «relativa difficoltà» di reclutamento che varia a seconda dei periodi: da settembre a dicembre la disponibilità è superiore perché ci sono i neodiplomati. Nel resto dell’anno la ricerca diventa più impegnativa, puntualizza Luraschi.

Le difficoltà si sono accentuate recentemente con i cambiamenti intervenuti nella formazione in Italia, «tradizionale bacino di riferimento» per il Ticino. Anche nella Penisola ora ci sono meno diplomati. Comunque i frontalieri vengono ancora volentieri a lavorare negli ospedali ticinesi, sia perché i salari sono superiori a quelli italiani, sia perché le condizioni generali sono migliori, osserva il capo del personale dell’EOC.

La situazione in Ticino non ha ancora raggiunto una gravità tale da lanciare azioni di reclutamento nell’Est europeo, precisa Piero Luraschi. Una politica che invece è stata intrapresa in Italia nella fascia di confine, proprio perché quella zona è penalizzata dalla concorrenza svizzera che le «soffia» il personale indigeno. L’attrattiva ticinese potrebbe peraltro crescere ulteriormente quando entreranno in vigore gli accordi bilaterali sulla libera circolazione delle persone.

In condizioni particolarmente critiche si trova Ginevra: il cantone forma una sessantina di infermieri all’anno, mentre il fabbisogno si aggira fra i 200 e i 300, indica André Laubscher, direttore delle cure infermieristiche degli ospedali universitari ginevrini. Anche qui l’ancora di salvezza è costituita dalla fascia di confine, da cui proviene fra il 90 e il 95 percento degli infermieri esteri impiegati nel cantone.

Meno facilmente accessibile per i frontalieri, il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) di Losanna da diversi anni conduce invece campagne di reclutamento in Francia e nel Canada francofono. Entrambi questi Paesi stanno tuttavia cercando di convincere i loro infermieri a rimanere in patria.

Benché la Svizzera offra ancora qualche vantaggio, il peggioramento delle condizioni di lavoro, legato alle misure di risparmio, registrato negli ultimi anni sta peraltro avendo un influsso negativo sull’immigrazione da quei Paesi. Il CHUV ha perciò allargato le ricerche nell’area francofona: si è rivolto al Belgio. Inoltre ha cominciato ad indirizzarsi alla Romania. Così come alcuni ospedali della Svizzera tedesca hanno compiuto i primi passi in Ucraina e Slovacchia.

«Siamo solo all’inizio», avverte Emmanuel Masson, capo del Servizio del personale degli ospizi cantonali vodesi. Se i diplomi di quei Paesi verranno riconosciuti in Svizzera, occorrerà ancora l’autorizzazione dell’Ufficio federale degli stranieri. Se per ora tutto è ancora incerto, la situazione potrebbe però cambiare rapidamente, ammoniscono gli osservatori.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR