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Democrazia diretta in Svizzera

Per la sesta volta gli Svizzeri repingono una limitazione degli stranieri

L'iniziativa voleva ridurre la popolazione straniera, che attualmente supera il 19 percento Keystone

L'iniziativa per una regolamentazione del numero degli stranieri residenti in Svizzera è stata rifiutata dal 63 percento dei votanti. Negli ultimi 30 anni ben 5 iniziative di stampo xenofobo erano già state bocciate dal popolo svizzero.

Il popolo svizzero ha dunque seguito le raccomandazioni formulate dal Consiglio federale, dalla maggioranza dei partiti politici e dagli ambienti economici. L’iniziativa era considerata inaccettabile sia per motivi etici e sociali, che per ragioni di natura economica.

Una sua accettazione avrebbe messo in serie difficoltà l’economia svizzera, che trae buona parte della sua ricchezza dal lavoro della manodopera straniera. Senza dimenticare che numerose attività professionali vengono snobbate dalla popolazione svizzera e che, già oggi, esiste un forte deficit di specialisti in diversi rami produttivi.

Le misure previste dall’iniziativa avrebbero inoltre avuto conseguenze alquanto negative per l’immagine della Svizzera all’estero: la politica di isolamento seguita dalla Confederazione in diverse occasioni ha sollevato già in passato reazioni negativi, soprattutto in Europa. Un’approvazione dell’iniziativa avrebbe inoltre ostacolato l’applicazione degli accordi sulla libera circolazione delle persone, sottoscritti dalla Svizzera con l’Unione Europea.

L’iniziativa era stata lanciata nel 1994 da un comitato formato da personalità di destra. Proponeva di ridurre il tasso di stranieri dall’attuale 19,3 al 18 percento della popolazione svizzera. I promotori, tra cui figurano il partito di destra dei Democratici svizzeri, il Partito della libertà e qualche esponente isolato del Partito liberale radicale, insistevano sul fatto che la quota di stranieri in Svizzera è tra le più alte in tutta Europa.

Oltre a questo scopo principale, l’iniziativa chiedeva anche norme più severe per richiedenti l’asilo e altre persone minacciate. Secondo i promotori, per queste categorie il soggiorno in Svizzera è oggi troppo attrattivo.

Contro l’iniziativa si sono espressi l’economia, numerosissime organizzazioni della società civile e tutti i principali partiti politici, ad eccezione dell’Unione democratica di centro. Questo partito di governo si è espresso a livello nazionale in favore dell’iniziativa, ma numerose sezioni cantonali hanno poi sconfessato questa parola d’ordine.

Fabio Mariani

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