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Per la Svizzera bilancio mediocre del vertice di Londra sulle balene

E' un bilancio mediocre, secondo la Svizzera, quello che si può fare al termine del vertice internazionale sulle balene (IWC), conclusosi venerdì a Londra. Le discussioni non sono riuscite a decollare poiché i partecipanti si sono divisi in due fronti contrapposti.

«La cultura del dialogo si è degradata» ha detto con rammarico il capo della delegazione elvetica Thomas Althaus, dell’Ufficio federale di veterinaria, il quale ha deplorato che i 43 Paesi membri della commissione internazionale non siano riusciti ad intendersi sul Piano di salvaguardia per un’eventuale ripresa della caccia a questi grandi cetacei. Il piano è indispensabile prima di qualsiasi decisione volta a porre fine alla moratoria mondiale sulla caccia, in vigore dal 1986.

Thomas Althaus spera che la commissione giunga ad un accordo nella prossima riunione annuale, che si terrà in Giappone e in vista della quale è stato creato un gruppo di lavoro in cui sono rappresentati otto Paesi.

Sempre piu’ a rischio giganti del mare

Per i «giganti del mare» giungono insomma brutte notizie. Il vertice di Londra ha visto un rafforzamento del «cartello» dei Paesi balenieri, guidati da Giappone e Norvegia, a caccia di carne e di prodotti che derivano da balene e capodogli.

Un quadro che preoccupa fortemente il WWF, che denuncia il fallimento di quest’ultimo vertice, incapace di far progredire il controllo internazionale di un commercio già fuori «regola» in molti Paesi. Per il WWF, l’IWC ha dimostrato di non essere in grado di tutelare le balene nonostante lo stato preoccupante di molte specie.

I Paesi aderenti all’IWC non hanno neppure trovato un accordo per adottare finalmente quel piano di salvaguardia richiesto da anni dagli ambientalisti che consentito di mantenere «in vita» la moratoria sulla caccia alle balene e riportato a zero tutte le quote di cattura previste.

La tattica messa in atto dal Giappone e della Norvegia, nel corso dei lavori, ha funzionato: sono state respinte le proposte che avrebbero permesso di creare due grandi santuari per i cetacei – nel Sud Pacifico e nell’Atlantico meridionale. «Questo Vertice segna un punto a sfavore per la conservazione delle balene», ha dichiarato Cassandra Phillips, esperta del WWF Internazionale sulle balene.

Un altro segnale preoccupante è anche il fatto che, rispetto agli ultimi due anni, è praticamente raddoppiato il numero dei Paesi a favore della caccia, una tendenza negativa che rischia di rafforzarsi nei prossimi anni.

swissinfo e agenzie

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