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Più soldati svizzeri meglio armati in Kosovo nei prossimi due anni

I soldati svizzeri sono impegnati in Kosovo per la ricostruzione e sono a stretto contatto con la popolazione civile Keystone

Il Consiglio federale intende prolungare l'impiego di Swisscoy nel Kosovo fino al 2003 e aumentare il numero degli effettivi da 160 ad un massimo di 220 a partire da ottobre 2002. Da quel momento, nelle intenzioni del governo tutti i militi saranno equipaggiati con l'arma personale. I costi per il biennio 2002-03 sono stimati a 70,5 milioni di franchi.

Il relativo decreto federale verrà trattato dalla Camere durante la sessione invernale. Un ritiro di Swisscoy – sigla che sta per Swiss Company – dal Kosovo non verrebbe capito all’estero, ha affermato giovedì il ministro della difesa Samuel Schmid in una conferenza stampa a Berna.

Sempre da ottobre dal 2002, cinque mezzi anticarro Piranha muniti di mitragliatrici e lancianebbiogeni verranno inviati nella regione. Il governo non esclude l’utilizzo di un elicottero da trasporto Super Puma.

Stando al messaggio dell’esecutivo, a partire da ottobre 2002 – parlamento permettendo – tutti i soldati svizzeri integrati nella forza multinazionale di mantenimento della pace KFOR verranno muniti di fucili d’assalto, pistole ed eventualmente spray al pepe. Attualmente solo alcuni militi impiegati in compiti di sorveglianza sono abilitati a portare fucili d’assalto.

Non si tratta, ha detto il capo del Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) Samuel Schmid, «di rafforzare la nostra presenza nella provincia serba del Kosovo ma di adattare le strutture esistenti al fine di garantire la sicurezza dei nostri uomini, come d’altronde il popolo ci ha riconosciuto il 10 giugno scorso accettando la modifica della legge militare che permette l’invio di soldati armati all’estero impiegati in missioni di pace». I soldati in più richiesti – ha aggiunto – saranno formati specialmente a compiti di sorveglianza.

L’armamento personale, ha precisato Schmid, «è destinato unicamente all’autodifesa e permetterà ai soldati svizzeri di assumere a turno compiti di sicurezza, come ad esempio quella del campo Casablanca nei pressi di Suva Reka dove sono stazionati i nostri soldati e il contingente austriaco».

In seno a Swisscoy, ha aggiunto, l’aumento del contingente richiesto permetterà di formare una sezione di sicurezza comprendente una cinquantina di persone. Equipaggiata con cinque carri armati per granatieri Piranha muniti di mitragliatrici e lancia-nebbiogeni, «verrà utilizzata per controlli stradali e pattugliamenti per garantire la sicurezza del campo ma i carri armati non verranno impiegati in check point». La sezione assumerà la protezione di convogli organizzati sotto il comando elvetico e proteggerà i posti di lavoro dei soldati Swisscoy impiegati fuori dal campo.

L’impiego di un elicottero Super Puma, indica una nota del DDPS, potrebbe essere deciso per il mese di ottobre 2002 qualora le difficoltà attualmente riscontrabili nei collegamenti aerei in caso di scarsa visibilità e impieghi notturni dovessero continuare. Il velivolo si occuperà principalmente di trasporto merci e di persone nonché nella lotta contro gli incendi. Non è previsto l’armamento dell’elicottero. In caso di pericolo, il Super Puma rimarrà a terra.

Il contingente svizzero è impiegato nel Kosovo dal 1999: da allora, precisa il DDPS, assicura supporto logistico al contingente austriaco, a suo volta integrato nella brigata tedesca presente sul posto. Queste prestazioni, assicura il DDPS, continueranno ad essere fornite. Finora per gli spostamenti il contingente elvetico doveva affidarsi ai soldati austriaci.

Una situazione non soddisfacente, per il DDPS. Stando alla nota, «la possibilità di impiegare truppe non armate in regioni di crisi sono fortemente limitate per motivi di sicurezza». Per questa ragione a partire da ottobre 2002 tutti i militari Swisscoy dovranno essere equipaggiati con l’arma personale.



swissinfo e agenzie

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