Polemica sulla riforma dell’esercito: interviene anche il capo dello stato maggiore
Le future reclute passeranno in grigioverde da 20 a 24 settimane. I corsi di ripetizione saranno al massimo 7. Lo ha detto il capo dello stato maggiore generale Hans-Ulrich Scherrer alla «Basler Zeitung» presentando la riforma Esercito XXI.
In una intervista pubblicata venerdì, Scherrer ha difeso il sistema di milizia, «le cui prestazioni sono paragonabili se non superiori a quelle offerte dagli eserciti formati da professionisti». Commentando le richieste di ulteriori risparmi formulate dagli ambienti economici e dal consigliere federale Pascal Couchepin, egli ha ricordato che un esercito efficiente e credibile, anche se di milizia, ha bisogno di finanziamenti adeguati per svolgere il proprio dovere.
Nella scuola reclute, ha precisato, i giorni di servizio da compiere rimarranno 300. Una formazione di base prolungata, ha aggiunto, «permetterà ai soldati di assolvere ai loro obblighi entro i 28 anni. Il nuovo regime permetterà di liquidare già con la scuola reclute la metà dei giorni di servizio da compiere. Dai 28 ai 32 anni comunque, i soldati – 70 mila – saranno assegnati a formazioni di riserva, che si sommerebbero alle truppe «attive» di circa 120 mila militi.
Alcuni soldati avranno anche la possibilità di effettuare la scuola reclute in un colpo solo. Il 20 percento – 4000 persone – delle reclute potrebbe approfittare di questa alternativa. Essi formerebbero unità pronte ad essere impiegate velocemente per compiti di sorveglianza o in caso di catastrofe. I corpi svizzeri impiegati all’estero in missioni di pace potrebbero essere formati per metà da soldati di questo tipo, «solitamente giovani di età non superiore ai 21 anni, fermo restando che il loro impiego si farà su base volontaria».
Ad ogni modo, ha rassicurato Scherrer, «sei mesi di scuola reclute rappresentano il limite massimo». Tra i cambimenti propettati figura anche l’aumento dei professionisti, attualmente 3500. «Il loro numero aumenterà fino a 7 mila unità al massimo, ha precisato Scherrer, e saranno impiegati soprattutto nel settore della formazione e dell’aviazione.
swissinfo e agenzie
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