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Prendono forma i bilaterali bis

La Svizzera auspica nuove trattative su alcuni dossier non contemplati dai bilaterali Keystone

Il Consiglio federale verso una definizione dei nuovi accordi: servizi, fiscalità, criminalità e accesso ai mercati i temi in discussione.

La Svizzera ha definito la propria posizione sulla liberalizzazione dei servizi, sugli accordi di Schengen e Dublino e sulla fiscalità del risparmio in vista di nuovi negoziati bilaterali con l’Unione europea (UE). Il Consiglio federale ha adottato mercoledì tre mandati con riserva.

All’inizio del 2002 il governo deciderà definitivamente soltanto dopo aver consultato i cantoni e le commissioni di politica estera delle Camere. Il contenuto preciso dei tre ultimi mandati negoziali non è stato rivelato.

Per rafforzare la cooperazione con l’Unione europea (UE) nella lotta contro la criminalità organizzata e l’immigrazione clandestina, la Svizzera desidera entrare nello spazio di Schengen. Il nostro paese è pure interessato a partecipare alla Convenzione di Dublino sul paese di primo asilo.

In merito alla fiscalità del risparmio, tema imposto da Bruxelles, la Svizzera è disposta a prendere misure per non agevolare transazioni fraudolente. Rifiuta tuttavia di ricorrere a un sistema automatico di scambio d’informazioni tra autorità fiscali, preferendo l’opzione di un’imposta alla fonte. Berna esige che siano pure colpiti i principali centri finanziari non-europei.

In merito infine ai servizi, la Svizzera auspica di avere un accesso agevolato al mercato europeo, che permetterebbe di dissuadere i trasferimenti d’attività delle imprese svizzere verso l’area UE.

In tutto, i nuovi negoziati bilaterali, avviati il 5 luglio a Bruxelles, riguardano dieci temi. I tre mandati definiti oggi si aggiungono a quelli adottati a fine giugno sulla frode doganale, i prodotti agricoli trasformati, l’ambiente, le statistiche, i media, l’educazione e la doppia imposizione delle pensioni dei funzionari europei che risiedono in Svizzera.

swissinfo e agenzie

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