Presenza e cooperazione: il rapporto 2000 sulla politica estera svizzera
Adesione ONU durante l'attuale legislatura e avvio di negoziati d'adesione all'UE entro il 2007. Questi la strategia di Berna per mettere in pratica i principi della politica estera elvetica.
“Presenza e cooperazione”, saranno questi i concetti base che guideranno l’azione della Svizzera nelle relazioni con la comunità internazionale. In una seduta straordinaria tenutasi in Ticino, il Consiglio federale ha adottato il nuovo rapporto sulla politica estera, un documento che illustra l’impostazione di Berna in quest’ambito durante gli anni ’90 e che sottolinea obiettivi, priorità e strumenti per i prossimi dieci anni.
“L’apertura della Svizzera è un processo irreversibile, un’apertura che come già in passato anche in futuro si svolgerà sempre nell’interesse del paese”, ha dichiarato il presidente della Confederazione Adolf Ogi. La politica estera elvetica rimarrà inoltre fedele al metodo del “passo per passo”, per Ogi “la sola che il popolo accetta e che si augura”.
Se rispetto all’ultimo rapporto, risalente al 1993, si riscontra una sostanziale continuità in materia di obiettivi, da ripensare sono invece gli strumenti per raggiungerli, ha spiegato il ministro degli esteri Joseph Deiss. Una rafforzata politica umanitaria e di pace e il mantenimento dell’attrattiva e della competitività della piazza economica svizzera restano infatti ancora le priorità della politica estera.
Priorità che si traducono da un lato nell’invio dell’esercito in missioni dell’ONU e dell’OSCE (progetto contro il quale è stato lanciato un referendum) e in un aumento del volume finanziario per l’aiuto allo sviluppo (obiettivo: 0,4 per cento del prodotto nazionale lordo nel 2011, pari ad un aumento di circa 100 milioni l’anno), e dall’altro nel miglioramento delle condizioni economiche quadro nazionali e nella disponibilità alla collaborazione internazionale allo scopo di ridurre le pressioni esterne sulla piazza finanziaria elvetica, in particolare sul segreto bancario.
Ma affinché “presenza e cooperazione” non restino solo parole scritte sulla carta, la Svizzera deve poter partecipare attivamente nel consesso internazionale e collaborare con gli altri Stati, ha sottolineato Deiss. E la via principale per dare contenuti alle priorità della politica estera elvetica passa oggi dal rafforzamento dell’attività multilaterale.
Obiettivo a breve termine, per il ministro degli esteri, è l’adesione della Svizzera all’ONU ancora durante l’attuale legislatura, un progetto che secondo recenti sondaggi raccoglie un largo consenso nella popolazione la quale, grazie ad un’iniziativa popolare, potrebbe essere chiamata ad esprimersi già nel 2001.
Più prudente la posizione del governo riguardo all’integrazione europea, tema che suscita ancora parecchio scetticismo nell’opinione pubblica. Per il Consiglio federale una decisione in merito all’avvio di negoziati d’adesione all’UE dovrà comunque essere presa durante la prossima legislatura, al più tardi dunque entro il 2007. Entro la fine di quest’anno Berna intende però fissare con Bruxelles le basi per nuovi negoziati bilaterali in alcuni settori specifici non compresi dal pacchetto di accordi approvato lo scorso giugno.
Luca Hoderas
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